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L’ex casa di riposo per le suore di lingua italiana sarà demolita
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laR
 
19.01.2022 - 10:19

Venduta Casa Sant’Agnese. Al posto delle suore, appartamenti

Svolta sull’ampio terreno collinare a Muralto: la Congregazione religiosa di Ingenbohl ha trovato un accordo con la Garzi Sa del Gruppo Garzoni

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Tecnici all’opera, ieri di primo pomeriggio, a Casa Sant’Agnese, la ormai ex casa di riposo muraltese per le religiose di lingua italiana della Congregazione delle suore di Carità della Santa Croce di Ingenbohl. Si tratta di una delle prime prese di contatto con la struttura che la Garzi Sa, ditta “di famiglia” del gruppo Garzoni Sa, con sede a Lugano, ha acquisito e trasformerà in complesso residenziale. Ha dunque finalmente un nome l’acquirente dello stabile (con annessi e connessi), che da tempo si “limitava” ad ospitare le anziane suore di Ingenbohl nella sua funzione di casa di riposo. Carlo Garzoni, presidente e direttore del gruppo, raggiunto ieri dalla ‘Regione’ ha confermato l’acquisto, parlando di un investimento di costruzione sui 27 milioni di franchi, ai quali ne vanno aggiunti altri 14 circa spesi per l’acquisizione di stabile e terreno.

‘Inserimento armonioso’

L’operazione immobiliare, sottolinea Garzoni, «non vuole avere nulla di speculativo. Anzi, l’obiettivo è inserirsi in modo armonioso nel paesaggio. In questo senso abbiamo incaricato due architetti di Locarno di formulare delle proposte. Entro fine gennaio saranno pronti dei piani planivolumetrici per una discussione preventiva con l’Ufficio tecnico di Muralto. Poi, sulla base delle indicazioni che ci verranno fornite, andremo avanti. L’obiettivo è presentare una domanda di costruzione fra aprile e maggio, poi calcoliamo un anno per la licenza edilizia, così da poter iniziare il cantiere nella primavera del 2023».

L’imprenditore specifica che un’ipotesi del tutto teorica poteva essere intervenire sullo stabile esistente, molto ampio, ma oggetto in passato di ben 5 ristrutturazioni e ormai in progressivo stato di deperimento. «Non era possibile agire in quella direzione anche, ma non solo, per una questione di sbalzi di quota». Il progetto prevede pertanto l’edificazione di 6 blocchi d’appartamenti da 3-4 piani, che Garzoni promette «contornati dal verde e distribuiti sul terreno in modo da non creare un fronte unico, ma appunto un complesso armonioso rispetto alla morfologia del terreno, che renderà possibile una sorta di passeggiata dall’alto verso il basso». Si parla di stabili «di architettura moderna, che nelle intenzioni avranno le facciate in pietra, ricordando le case ticinesi di una volta». In totale sono previsti fra i 60 e i 70 appartamenti, in gran parte in locazione e per il resto in vendita, «nella misura necessaria per finanziare l’operazione», nonché alcuni spazi commerciali, fra cui una farmacia.

Acquasana Sa in liquidazione

A proposito di attività commerciali, non farà parte del progetto l’Acquasana Sa, che grazie a un diritto di superficie concesso dalla Congregazione delle suore di Ingenbohl (e in scadenza fra 40 anni) ha finora occupato il fronte sud del comparto – appena sopra via Balli – con il suo centro benessere, la piscina coperta e riscaldata, il centro wellness, la grotta termale e gli spazi per la fisioterapia. A Registro di commercio la società risulta infatti in liquidazione.

Le lunghe trattative riguardanti la compravendita di Casa Sant’Agnese sono state condotte nel corso degli ultimi anni dall’amministratore unico dei beni della Congregazione, Kurt Zwahlen. Trattative non semplici e foriere, fino alla recente svolta, di ben poche soddisfazioni. Alla struttura, stando a informazioni raccolte ormai 2 anni e mezzo fa dalla ‘Regione’, si erano detti interessati almeno 8 gruppi. Fra essi, anche il francese Orpea, che avrebbe voluto rinnovare e creare una nuova casa per anziani, salvo poi desistere. Quel che rende estremamente interessante il comparto ai fini di un investimento immobiliare sono la sua ampiezza e soprattutto la sua posizione privilegiata, a mezza collina, sulla Muralto alta, non lontano dal confine con Orselina. Non per niente il prezzo di riferimento apparso sui portali immobiliari orbitava attorno ai 16 milioni di franchi, da cui come si è visto la Garzi è riuscita a scontare qualcosina.

In origine sul terreno di Casa Sant’Agnese sorgeva la storica Villa Favorita, realizzata agli inizi del Novecento dalla Congregazione delle suore di Ingenbohl, poi ampliata e destinata a diversi utilizzi. Dapprima fu complesso per la cura della salute, poi casa di cura, poi casa per anziani, albergo 3 stelle e infine, come detto, casa di riposo per le poche religiose di lingua italiana appartenenti alla Congregazione. Due anni fa vi vivevano in 17, ormai incapaci, secondo quanto ci aveva raccontato la Madre Superiora muraltese, suor Tiziana Sabbioni, di «tenere in piedi un’attività». Ecco perché a nord dell’edificio, sfruttando l’ampio appezzamento che si arrampica in collina, era stata realizzata una moderna casa per anziani nella quale le suore rimaste si sono trasferite nel settembre del 2020.

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