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laR
 
08.01.2022 - 05:10

Area di sosta camper, Locarno s’allarga e guarda alla regione

All’albo il progetto per un raddoppio della capienza sulla superficie all’ex Macello. Zanchi: ‘Per legalità, sicurezza, igiene e salute pubblica’

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Il progetto prevede in pratica il raddoppio della capienza

L’area di sosta per camper all’ex Macello si amplia (in pratica raddoppia la sua capacità), ma rimane una soluzione transitoria. Si pensa infatti a superfici alternative (una è in zona tennis alla Morettina), anche se il tema «è chiaramente regionale, e come tale andrebbe portato al Convivio dei sindaci. Perché non solo Locarno deve gestire i camperisti, ma un po’ tutti i Comuni della regione e non ha nessun senso ragionare per compartimenti stagni».

Ad esprimersi in questi termini è Pierluigi Zanchi, capodicastero Sicurezza di Locarno, “padrino”, unitamente al collega di Municipio Davide Giovannacci (e all’Ufficio tecnico, che lo ha concepito) del progetto di ampliamento dell’area di sosta, attualmente in pubblicazione all’albo comunale per l’ottenimento della licenza edilizia. «La necessità di intervenire è nata dopo la constatazione, fatta l’estate scorsa, che v’era una sorta di “emergenza camper” regionale e anche locale». Per quanto riguarda Locarno, ricorda Zanchi, si riproponeva un antico problema: «Molta, troppa gente sostava fuori dalla zona strutturata per i camper, sfruttando ad esempio i parcheggi blu. Ne conseguiva un problema più ampio, riguardante sia l’utilizzo dei servizi igienici pubblici all’Isolino, sia lo smaltimento delle acque, sia l’auto-esenzione dal pagamento della tassa di soggiorno, cui soggiaciono anche i camperisti. La soluzione più immediata non poteva che essere una: ampliare l’area di sosta già esistente per consentire a più utenti di utilizzarla».

Ma se è vero che per ogni problema c’è una soluzione, lo è altrettanto che la formula è facilmente applicabile anche all’inverso. «Sapevo che una prima domanda di costruzione aveva generato alcune resistenze e relativi ricorsi. Riprendendo gli incarti, ho constatato che preoccupavano soprattutto i rumori (anche se da una verifica puntuale non ho trovato una sola lamentela sul tema da quando esiste l’area per camper, e ho anzi recuperato una perizia fonica che appoggiava l’ampliamento). Comunque, d’accordo con Giovannacci, che ha le Finanze e le cui competenze municipali toccano anche la tematica dell’area di sosta, abbiamo incontrato i ricorrenti per capire a fondo i loro motivi, confrontarci, e cercare assieme una soluzione di compromesso che consentisse alla Città di procedere con l’ampliamento. Per dirla tutta: io mi sono presentato con un’idea ben precisa, ma poi ne è passata un’altra. Nulla di che: l’importante è aver saputo trovare un’intesa finalizzata a ripristinare legalità, sicurezza, igiene e salute pubblica; senza dimenticare che a Locarno, con le sue tasse di parcheggio, quell’area di sosta garantisce un’entrata annua di 70-80mila franchi».

Il progetto all’albo riguarda l’aumento da 19 a 37 posti-camper e un flusso entrate-uscite da e per via Lavizzari, escludendo quindi l’opzione di sfruttare anche via della Posta. «Questa soluzione ci risolve un altro problema, che è quello dell’attuale parziale “invasione”, da parte dei camperisti in entrata da via della Posta, dell’area di carico e scarico dell’adiacente Schindler».

L’area di sosta per camper ampliata all’ex Macello, ribadisce comunque Zanchi, «è da considerare una soluzione provvisoria. Lo abbiamo spiegato anche ai ricorrenti, ricordando che la superficie rientra nel grande progetto di Ecoquartiere che riqualificherà il comparto. L’obiettivo vero è trovarne un’altra; operazione, questa, per altro non facilissima. Avevo guardato sul Piano di Magadino, nei dintorni della zona industriale, e può entrare in considerazione il parcheggio a nord del Centro giovani vicino al tennis della Morettina. Ma sono alternative da valutare a fondo così come la necessità di affrontare la tematica in un gremio regionale come il Convivio dei sindaci del Locarnese. Alcuni Comuni, come ad esempio in Verzasca, si sono attrezzati, ma non è così dappertutto».

Simone Patelli: ‘Confrontarsi con chi è del mestiere’

La presunta “emergenza camperisti” viene relativizzata da Simone Patelli, che è allo stesso tempo titolare di campeggio, presidente dell’Associazione ticinese dei campeggi e presidente di Ticino Turismo: «In periodo pandemico è in effetti scoppiato il boom dei camperisti e i Comuni fanno bene ad attrezzarsi. Locarno, ad esempio, ha fatto un ottimo lavoro e bene fa ad ampliare, se necessario, la sua area di sosta. Parallelamente, gli stessi campeggi sono attrezzati per i camperisti in transito. Parlando in generale, prima di procedere con grossi investimenti in nuove aree di sosta attenderei l’evolversi della situazione per capire se c’è un vero trend. E in tutti i casi credo che per le autorità comunali sia importante confrontarsi con chi è del mestiere, come ad esempio l’Associazione dei camperisti della Svizzera italiana, che ha il focus sul settore e può sempre dare indicazioni utili».

Manuel Garbani: ‘In Ticino c’è qualche problema’

Lo abbiamo fatto noi, raggiungendone il presidente, Manuel Garbani. «I camperisti vengono in genere sottovalutati, sia a livello di rispetto del territorio, sia come indotto diretto, che è notevole trattandosi di gente che spende. Premesso questo, confermo che “causa” Covid siamo nel pieno di un boom, anche se credo che la situazione si stabilizzerà al rialzo rispetto al pre-pandemia». In Ticino, aggiunge, «permangono difficoltà per quanto riguarda l’approntamento delle aree di sosta. Da una parte ve ne sono troppo poche e dall’altra la Legge che ne rende possibile la creazione rimane troppo restrittiva e andrebbe cambiata in Gran Consiglio. Va comunque fatta una distinzione fra aree di sosta attrezzate e non attrezzate. In un caso e nell’altro non sono comunque in concorrenza con i campeggi, rispetto ai quali sono invece complementari». Quanto ai nuovi investimenti, «il mio consiglio è iniziare ad approntare aree di sosta non attrezzate con poche pretese finanziarie, vedere qual è la risposta dall’utenza e poi se del caso fare ulteriori passi».

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