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21.12.2021 - 10:44
Aggiornamento: 16:14

Direzione Servizi culturali, ‘prima un’analisi, poi il bando’

Locarno: Nancy Lunghi ha orientato il legislativo sulla tempistica del nuovo concorso e una riorganizzazione dei vari ambiti del settore

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Ti-Press
Casa Rusca

La pubblicazione del bando di concorso per la nuova direzione dei Servizi culturali «avverrà verosimilmente nella seconda metà del 2022». Il lasso di tempo da qui a quel momento «ci servirà per elaborare una solida analisi che definisca la futura politica culturale della Città e di conseguenza le esigenze amministrative, organizzative e finanziarie necessarie alla sua realizzazione». Lo ha detto la capodicastero Cultura Nancy Lunghi lunedì sera in Consiglio comunale rispondendo ad un’interpellanza di Franca Antognini per il gruppo Plr.

Circa l’opportunità o meno di “scindere i vari ruoli nell’ambito dei settori di cui è composto il dicastero”, così come richiesto dagli interpellanti, Lunghi ha sottolineato che «il Municipio è consapevole che i Servizi culturali dovranno essere riorganizzati in funzione della politica culturale auspicata e delle risorse finanziarie disponibili». Ciò significa «che la riorganizzazione verosimilmente non si limiterà alla nomina di un nuovo direttore o di una nuova direttrice, ma comprenderà la definizione dei diversi ambiti di attività (musei, archivio, biblioteca, collezioni, sostegno alle iniziative culturali di terzi ecc.) che dovranno essere gestiti da personale con specifiche competenze». In più, «si intende determinare in che misura sia possibile organizzare la gestione dei diversi settori in modo integrato, e in quali casi invece sia meglio creare unità amministrative distinte». Sarà anche «importante valorizzare ulteriormente l’ambito dell’audiovisivo, in cui si possono prospettare interessanti sviluppi sia nel contesto della produzione e della valorizzazione del patrimonio culturale, sia dal profilo economico (aspetto quest’ultimo che verrà affrontato anche dalla Commissione economia)».

Nell’interpellanza venivano poi chieste spiegazioni circa la chiusura dei musei, pinacoteca compresa, per tutti i mesi invernali, “un periodo particolarmente indicato per la visita delle esposizioni, a maggior ragione nel quadro dell’attuale situazione pandemica che vede un numero superiore di turisti presenti nel Locarnese rispetto al passato”. «La chiusura invernale si spiega con riflessioni che decorrono da tre ambiti – ha risposto Lunghi –: il contesto organizzativo, la gestione delle risorse dei Servizi e la situazione turistica (ossia buona parte del pubblico dei musei)». La municipale ha sottolineato che «la pianificazione della stagione museale 2021 è stata caratterizzata da diverse incertezze: oltre alle varie restrizioni dettate dalla situazione pandemica, il concorso per la nuova direzione si è protratto sino a fine agosto, quando si è infine deciso di chiuderlo senza nessuna nomina. Per la direzione ad interim è stato quindi prioritario presentare una stagione museale principale, da aprile a novembre. Terminato l’allestimento dell’esposizione su Armando Losa è iniziata la programmazione della stagione principale del 2022 e non si è voluto improvvisare nei mesi invernali. Le esposizioni in Casa Rusca sono così giunte a termine e il museo è stato chiuso a inizio novembre. È invece proseguita l’esposizione su Antonio Ciseri e il Museo Casorella e il Castello sono rimasti aperti fino al 12 dicembre. Nei mesi invernali le esposizioni permanenti nel Museo Casorella saranno comunque visitabili per gruppi su appuntamento e in una certa misura sarà possibile visitare anche il Castello, dove però la decisione verrà presa di volta in volta, visti i limiti dell’infrastruttura (assenza di risaldamento e illuminazione per visite in sicurezza)».

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