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07.12.2021 - 17:33
Aggiornamento: 09.12.2021 - 12:14

Locarno, ‘mi hanno picchiato di brutto, devo andare in ospedale’

Non è un episodio isolato, i pestaggi in Piazza Castello sono filmati e messi sui social da una banda. Accertamenti in corso e misure incisive da adottare

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Ti-Press
‘Calci alla testa. Urlavano ammazzalo’

“Mi hanno picchiato di brutto, devo andare in ospedale”. Alle 23 circa di sabato sera 4 dicembre, Paolo riceve la telefonata concitata di suo figlio E.* che chiede aiuto. Il padre esce subito di casa e lo raggiunge in stazione a Muralto: «Era tutto tumefatto, la faccia gonfia». Paolo e Yamira – accompagnati dallo zio paterno – raccontano l’episodio di grave violenza gratuita di cui è stato vittima suo malgrado loro figlio, uno studente da poco 18enne domiciliato nella regione che lo scorso sabato notte è stato picchiato a sangue da una decina di ragazzi incappucciati in Piazza Castello a Locarno, noto ritrovo del fine settimana per una moltitudine di ragazzi. E purtroppo tristemente conosciuto per i pestaggi che si sono consumati negli ultimi tempi, si ricorderà quello di fine novembre.

I genitori – dopo un incontro informale con la polizia in mattinata – hanno convocato oggi a Locarno una conferenza stampa con i giornalisti per spiegare l’accaduto e denunciare la violenza gratuita di cui è stato vittima il figlio; ciò in seguito anche al post diventato virale che la madre ha pubblicato in Facebook ieri (lunedì) nel tardo pomeriggio: una richiesta d’aiuto, un appello ai possibili testimoni di farsi avanti e raccontare cosa è successo sabato sera al figlio per rintracciare i colpevoli e consegnarli alla giustizia. Dopo gli accertamenti in ospedale per scongiurare conseguenze gravi e traumi cranici (raggi x e Tac), il giovane è rientrato a casa e oggi, ha raccontato ancora la mamma, è andato a scuola «per non pensare a quanto gli è successo, è rimasto molto scioccato».

‘Si è intromesso per pacificare, è finito a terra colpito con calci alla testa’

La dinamica del pestaggio la racconta il papà: «Un amico di mio figlio (un minorenne, anche lui accompagnato in ospedale perché malmenato e ferito; ndr) stava litigando con uno di questi ragazzi, E. si è quindi intromesso per separarli e farli smettere. A un certo punto ha ricevuto un forte montante sul mento, è caduto a terra stordito e il gruppo ha iniziato a tirargli calci alla testa; miravano solo alla testa», continua costernato con la voce tremante di rabbia. «Lo hanno menato forte» e si incitavano fra di loro a suon di “ammazzalo, ammazzalo”. La denuncia verrà sporta nei prossimi giorni, intanto fanno sapere i genitori che l’avvocato Gianluigi Della Santa (nonché sindaco del Comune di Gambarogno) si è proposto di seguire il caso e patrocinare la famiglia, il cui intento – denunciando pubblicamente il grave fatto – è smuovere le acque e consegnare alla giustizia gli autori del pestaggio. La famiglia, ha ancora aggiunto mamma Yamira, avrà sostegno e appoggio dalla Fondazione Tamagni, nata dopo il tragico e triste evento capitato al giovane Damiano morto a causa delle botte ricevute durante la Stranociada del 2008.

Il fatto è venuto a conoscenza dei media grazie al post della mamma che ha lanciato un appello sul social, come abbiamo scritto qualche riga più su. «Abbiamo ricevuto tantissime chiamate e tantissimi messaggi di solidarietà», dice Yamira amareggiata, scossa e molto preoccupata per l’accaduto. Messaggi in buona parte di genitori che hanno espresso solidarietà e alcuni hanno persino condiviso esperienze simili in cui sono stati coinvolti senza ragione i loro figli: «Abbiamo ricevuto addirittura video che imperversano su TikTok e Instagram di questo gruppo di violenti che picchia e si fa filmare per poi condividere sui social quanto hanno fatto».

Un gruppo di picchiatori nomade conosciuto

Piazza Castello e la rotonda sono diventati luogo di ritrovo per una moltitudine di ragazzi, si parla di 300-400 persone ogni fine settimana: «Ci sono video sui social di centinaia di giovani che si ritrovano per passare la serata ascoltando musica, ballando, stando semplicemente insieme…» e fino a qui tutto bene. Tuttavia da quanto ha raccontato la famiglia; dagli episodi noti di pestaggi violenti senza motivo avvenuti negli ultimi mesi in Città, nonché da voci che riportano di risse da strada, si delinea una fotografia preoccupante di violenza giovanile gratuita e normalizzata, filmata e postata come grande impresa, in particolare da un «gruppo nomade di picchiatori» che ha scelto il luogo di ritrovo come ring per menare le mani, fare male ai malcapitati e postare in seguito sui social le loro spedizioni.

Misure incisive verranno adottate prossimamente

Stando a nostre informazioni, la banda proverrebbe dal Sottoceneri e alcuni componenti sarebbero già noti all’autorità. ‘laRegione’ ha contattato la Polizia cantonale, che si occupa delle indagini, per avere ulteriori indicazioni: «Al momento sono in corso accertamenti per stabilire i fatti e le responsabilità. Non v’è stato alcun fermo, per ora». A intervenire anche la Polizia comunale che è giunta sul posto ma non ha trovato più nessuno dei protagonisti: interpellata da ‘laRegione’ ci ha detto che di lì a poco sarebbero andati in Municipio «per capire e valutare misure forti e incisive adottare per salvaguardare quei giovani che si ritrovano per divertirsi». Nei prossimi giorni, anticipa la Comunale, verranno date indicazioni in questo senso.

(*nome noto alla redazione)

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