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02.12.2021 - 05:300
Aggiornamento : 16:34

Centro balneare, quella perizia che promuove la gestione

È ‘nelle primissime posizioni’ in Svizzera secondo l’esperto. Eppure la Città con un colpo di mano ha liquidato l’amministratore delegato (e non solo lui)

“Se paragonato agli altri centri balneari svizzeri, il Cbr si trova senz’altro nelle primissime posizioni. Non conosco un solo centro analogo, con piscine interne ed esterne, che riesca anche solo ad avvicinarsi a cifre così buone. Anche senza contare le entrate straordinarie ottenute con i diritti di superficie della parte wellness e dell’area di ristorazione e con l’affitto dello snack bar, i conti restano ampiamente in nero; e ciò prima degli ammortamenti. Un grado di copertura dei costi dell’80% prima degli ammortamenti è considerato buono”.

Sono alcune delle considerazioni finali della perizia svolta, per conto della Centro balneare regionale di Locarno, da Thomas Spengler, ex presidente dell’Associazione piscine svizzere. La perizia, datata aprile 2021, accompagnava la relazione d’esercizio 2020 e forniva dunque tutti gli elementi per valutare – in pieno periodo pandemico – la gestione del Centro balneare. Eppure, come abbiamo riferito nell’edizione di martedì, un’ulteriore perizia è stata commissionata dal Convivio dei sindaci al professor Orlando Nosetti, ma con la precisa indicazione di “non contattare né richiedere informazioni o complementi da parte degli organi e/o collaboratori” della Sa. Una perizia che lo stesso Nosetti ha dunque dovuto inquadrare come “analisi esterna della situazione della società, con tutti i limiti che ciò comporta”; di più: incompleta e non aggiornata, non tenendo conto né dell’ultima relazione annuale, né delle questioni legate alla pandemia. Fatto sta che la Città, come azionista di maggioranza, ha preso in mano la situazione liquidando l’amministratore delegato Gianbeato Vetterli. A ruota è seguito il disimpegno del presidente Luca Pohl, che preso atto dei metodi utilizzati nei confronti del suo stretto collaboratore ha deciso di ritirare la disponibilità che aveva espresso in precedenza a rinnovare il mandato. Il risultato è un Cda in gran parte rinnovato, oltretutto senza più nemmeno una donna, nei cui nuovi equilibri pesa l’oggettiva fretta nel passaggio delle competenze gestionali.

Non appare come una perizia agiografica, quella di Thomas Spengler. Infatti, per alcuni punti non lesina sulle critiche. La prima riguarda la politica dei prezzi, che situa il Cbr, su scala svizzera, “nella fascia superiore, soprattutto per quanto riguarda quelle destinate agli utenti della regione”. Una politica, dice l’esperto, che “è certamente uno degli elementi che permette di generare utili tanto elevati”. Utili che dicono 360mila franchi nel 2016, 512mila franchi nel ’17, 674mila franchi nel ’18 e 648mila franchi nel ’19, ma che per effetto degli ammortamenti sui 38 milioni di investimento si trasformano in perdite oscillanti, nello stesso periodo, fra i 666mila e i 695mila franchi. Grazie al patto parasociale, i primi 540mila franchi di disavanzo vengono coperti dai Comuni in base a una chiave di riparto, mentre quelli eccedenti rimangono interamente sulle spalle della Città.

Spengler ricorda che a bilancio vanno anche i 300mila franchi di diritto di superficie incassati per il centro wellness annesso, i 40mila franchi dello spazio ristorante (il Blu per intenderci) e i 100mila franchi per l’affitto dello snack bar nell’area del bagno pubblico. “Poiché le aziende di ristorazione che operano in complessi sportivi e ricreativi, in particolare nelle strutture balneari coperte o esterne, fanno molta fatica a registrare utili, la soluzione che prevede un diritto di superficie per il ristorante e un affitto per lo snack bar è assolutamente perfetta”, scrive il perito. Il quale lamenta per altro le lungaggini pianificatorie per la zona a lago, che ancora non permettono di concretizzare un ulteriore e cospicuo diritto di superficie: quello dell’albergo di cui si parla ormai da anni. “Se in un prossimo futuro sarà possibile concretizzare anche questa ulteriore fase di espansione, le possibilità di ottenere un pareggio dei conti, ammortamenti inclusi, appariranno nuovamente più reali – considera il perito –. Ciò, ovviamente, solo nella misura in cui sarà possibile, dopo la pandemia, tornare a un esercizio normale”.

Il paragone su scala nazionale

Ma è particolarmente interessante il paragone fra il Centro balneare di Locarno e altre strutture analoghe in Svizzera. Il primo confronto è con l’Ägeribad a Oberägeri, costruito anch’esso sul lago e per molti versi paragonabile a Locarno. Nel ’19 il fatturato è stato di 2,63 milioni di franchi, ristorazione inclusa, con 3,84 milioni di uscite; il che ha generato un disavanzo (prima di interessi e ammortamenti) di 1,2 milioni. Se si sommassero interessi e ammortamenti, il disavanzo sarebbe di 2,76 milioni di franchi, del quale si fanno carico i Comuni di Unterägeri e Oberägeri. Poi ci sono gli esempi di Pontresina, che pure ha “un’offerta simile” a Locarno, e Wil (Sportpark Bergholz, costruito 5 anni fa con un investimento di 60 milioni). Nel primo caso il disavanzo senza ammortamenti è stato nel ’19 di 1,12 milioni di franchi (e, con ammortamenti, di 1,7 milioni di franchi, tutto coperto da Pontresina); nel secondo, di 1,4 milioni prima degli ammortamenti e di 1,6 dopo di essi. Wil e i Comuni hanno contribuito con 1,7 milioni, “mentre i costi di capitale dei 60 milioni sono ammortizzati dalla Città di Wil”. Situazioni economiche quindi ben più compromettenti rispetto a quella locarnese.

Dopo un sopralluogo effettuato il 23 marzo, Spengler analizza poi l’organico, il suo impiego e la struttura gestionale. Le 340 percentuali d’impiego (più 3 collaboratori al 30% per la sorveglianza degli scivoli) risultano adeguate in un paragone “con piscine coperte di dimensioni analoghe e con orari di apertura simili”. E poi, “se si confrontano centri balneari analoghi per quanto concerne, in particolare, l’organico incaricato delle mansioni amministrative, si constata che la struttura e le percentuali d’impiego si trovano a un livello normale. Nel caso del Cbr vi è certamente un lavoro di marketing più ampio, legato alla vocazione turistica della regione, poiché i risultati sarebbero nettamente peggiori se la sua offerta si rivolgesse esclusivamente all’utenza locale”. Sempre rispetto al marketing, i commenti sono positivi, ma l’analisi delle entrate “lascia intravedere un potenziale di crescita”, con ”misure mirate”, “durante i mesi invernali, soprattutto per quanto riguarda la fascia d’età 15-25 anni”.

Scivoli da sostituire

A livello infrastrutturale “il Cbr deve cominciare a prendere in considerazione l’eventualità di sostituire una parte degli scivoli. Suggerisco pertanto di analizzare, in un futuro prossimo, le diverse strutture disponibili e di avviare una riflessione sull’opportunità di installare modelli di scivolo che non richiedono una sorveglianza supplementare, ciò che permetterebbe risparmi a livello di personale”, scrive Spengler. Che approva il progetto di “piscina nel lago”, che “costituirà senz’altro un’attrazione in più per l’area esterna del Cbr. Al momento, in Svizzera si tratterebbe certamente di una novità assoluta per un bagno pubblico a bordo lago”. Infine, l’esperto evoca “soluzioni migliori, e soprattutto più efficienti, per quanto riguarda i sistemi di allarme azionabili direttamente dagli utenti”; consiglia un rinnovamento delle piscine all’aperto; ma in generale suggerisce di “seguire la linea adottata finora, ossia di stanziare fondi sufficienti per la manutenzione periodica”.

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