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16.11.2021 - 10:04
Aggiornamento: 15:30

Spazi pubblici per poter studiare: mozione a Locarno

La proposta, che risponde alla necessità di molti giovani della regione, è stata sottoscritta da 23 Consiglieri comunali di diversi partiti

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archivio Ti-Press

La Città di Locarno predisponga degli spazi pubblici in cui le studentesse e gli studenti possano studiare in tranquillità e gratuitamente. È la richiesta contenuta in una mozione generica presentata da Andrea Barzaghini (Plr) e sottoscritta pure dal altri 22 consiglieri comunali dei diversi schieramenti politici.

“Tali spazi – specificano i mozionanti – sarebbero dedicati alle persone domiciliate a Locarno o nella regione che hanno completato la scuola dell’obbligo e stanno proseguendo il proprio percorso formativo (università, Sup, eccetera). Gli orari e i giorni della settimana in cui gli spazi sarebbero messi a disposizione dovrebbero tenere conto delle necessità degli utenti così come di quelle dell’amministrazione comunale e di altri utenti”. Una proposta volutamente generica, che lascia al Municipio (nel caso in cui la mozione dovesse superare lo scoglio del Legislativo) ampi spazi di manovra.

Non solo nel periodo della pandemia

“Durante la pandemia da Covid-19 si è palesata la necessità per studentesse e studenti di avere spazi in cui poter lavorare autonomamente, lontani dalle università o dalle scuole. Tale circostanza è anche dovuta alle reazioni di diverse università e scuole svizzere d’introdurre dei corsi online”. A mente dei mozionanti, il bisogno di tali spazi “non è limitato al periodo pandemico e deve quindi essere affrontato con un approccio più a lungo termine, offrendo delle strutture permanenti”.
Il tema della “fuga dei cervelli”, fenomeno che porta ticinesi a spostarsi in altri cantoni o all’estero per ragioni di studio o professionali non è trascurabile. “Il tema è di stretta attualità essendo tornato sui banchi della politica proprio in questi mesi. Per cercare di ovviare a questa tendenza sono necessari correttivi di varia natura in modo tale che i ticinesi che lo desiderano siano più propensi a restare/ritornare nei comuni dove sono cresciuti o dove sono nati. Per perseguire tale obiettivo vanno però prese misure e decisioni concrete e pragmatiche tese anche migliorare le condizioni di studio”. Nonostante le differenze tra i vari indirizzi, il carico di lavoro di un universitario si divide in una parte che si svolge in classe e in una dedicata allo studio autonomo. In quest’ultimo ambito i giovani spesso decidono di lavorare a casa propria oppure a scuola, utilizzando spazi comuni come le biblioteche o altre aule messe a disposizione dagli istituti. Con l’introduzione delle lezioni online il lavoro autonomo ha acquisito peso e importanza ancora maggiori. Con la mozione si vuole arrivare a offrire una soluzione concreta a tale problema.
Alcuni non trovano a casa propria le condizioni adatte per studiare in tranquillità. Alcuni studenti possono ovviare al problema recandosi presso la propria università o scuola, se è in Ticino. Chi frequenta i corsi in altri cantoni non di rado rinuncia a rientrare a casa nei weekend proprio per poter usufruire di spazi consoni ai propri bisogni. “Le biblioteche cantonali in Ticino, purtroppo, non sono sempre una risposta valida alle necessità degli studenti visti gli orari di apertura poco pratici e la loro ubicazione”. L’offerta di tali spazi di studio non è tema nuovo: quasi ogni università li mette a disposizione ai rispettivi iscritti, che vi accendono con la loro carta di legittimazione. “È dunque sicuramente ipotizzabile organizzare una tale possibilità anche nel nostro comune, con le debite proporzioni e tenendo conto delle circostanze del caso”.
Riassumendo, gli obbiettivi/motivi della mozione sono dunque i seguenti: “Rispondere a una necessità concreta di una parte della cittadinanza offrendo degli spazi adatti alle/agli studenti che non hanno alternative ottimali per studiare; spingere il Comune a chiedere al Cantone di ovviare al problema della Biblioteca cantonale di Locarno, che non sempre offre orari e condizioni ottimali (lunedì chiuso, da martedì a venerdì gli orari di apertura sono limitati dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 18.30 e sabato dalle 9 alle 13) o a chiedere di mettere a disposizione nuovi spazi nell’edificio del Dfa (Dipartimento formazione e apprendimento) in Piazza San Francesco 19; ridurre gli spostamenti sui treni e sui bus; sfruttare gli stabili comunali in periodi potenzialmente morti; lanciare un forte segnale a livello regionale quale città centrale per la regione; favorire la presenza delle/dei giovani nel comune con un investimento contenuto”.
Una proposta che lascia un importante margine di manovra al Municipio, “così che l’idea possa essere applicata considerando anche altre esigenze dell’ente pubblico. La Città potrebbe mettere a disposizione alcune sale degli edifici delle scuole comunali, le sale riunioni del Municipio o del Consiglio comunale, alcuni locali del Palacinema di Locarno o altri spazi”. Il tutto con, ad esempio, chiavi elettroniche d’accesso, ottenibili pagando una cauzione, e con registrazione elettronica delle presenze. Oppure con una persona incaricata dal Comune di gestire lo spazio: spazio che ovviamente dovrà pure permettere l’accesso a una valida rete internet, indispensabile per le moderne modalità di studio. “Con questa piccola iniziativa il Comune ha occasione di mostrare ancora una volta in modo pratico e risoluto che sostiene i giovani, offrendo loro un prezioso aiuto in modo particolare durante l’importante periodo della formazione”, concludono i mozionanti.

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