Locarnese
‘Al Palacinema è necessario un cambiamento di rotta’
Il direttore Roberto Pomari pensa all’evoluzione della struttura e auspica investimenti. Uno è per la ridefinizione degli spazi al terzo piano
Una struttura che guarda al futuro
(Ti-Press)
27 Ottobre 2021
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Un Palacinema al di là del mero intrattenimento e «sempre più luogo di creazione, di studio, di ricerca e di innovazione». È una formula che Roberto Pomari, il direttore, ripete da tempo. Ma che oggi assume più concretezza grazie a una visione a lungo termine tradotta in un progetto embrionale ma beneaugurante: la rivisitazione degli spazi interni, sfruttando la terrazza al terzo piano e ricavandone, su due livelli, oltre 600 metri quadrati di superfici utili per insediarvi nuove attività da far entrare nella rete, sempre più complessa e affascinante, del polo dell’audiovisivo.

‘Cercatori di Luce’, le arti si incontrano

L’occasione per parlarne nasce dall’inaugurazione della videoinstallazione “i Cercatori di Luce”, di Giuliana Cunéaz, cui l’artista, proprio al Palacinema, lavorava già nel 2019 con l’aiuto, per le riprese, degli studenti del Conservatorio internazionale di scienze audiovisive (Cisa). Si tratta di un’opera “immersiva” che si inserisce, per dirla con Pomari, «in una dimensione espressiva che integra in modo innovativo tecnologie e forme artistiche», dove personaggi di diversa estrazione interagiscono con un visionario universo virtuale, in un clamoroso intreccio tra varie arti. Due anni fa era solo abbozzato, oggi è realtà (ma anche sogno insieme). “I Cercatori di Luce” è stato definito da Domenico Lucchini, direttore del Cisa, «percorso ecologico, ricerca dell’illuminismo». In questo contesto il Palacinema diventa anche luogo di creazione artistica, «piattaforma di orchestrazione di talenti e creatività che vive grazie alla collaborazione virtuosa con i suoi “abitanti”; in questo caso gli allievi e i docenti del Cisa – aggiunge Pomari – che danno un indispensabile contributo tecnico e artistico». La mostra, promossa dalla Palacinema Sa, curata da Valentino Catricalà, realizzata anche con l’ausilio tecnico di Emme Sa per gli impianti digitali, è anche in un bel catalogo pubblicato da Armando Dadò Editore. Potrà essere visitata da giovedì 28 ottobre al 14 novembre.

“Cercatore di Luce” è a suo modo anche Pomari, che “semplice” direttore non poteva essere poiché troppo forte era (ed è) il richiamo di una continua evoluzione della struttura. Evoluzione soprattutto nel senso di capacità di sviluppo delle diverse attività che vi si svolgono a livello formativo, divulgativo, e ovviamente cinematografico e culturale grazie al Festival (che si sta tra l’altro dotando, proprio al Palacinema, di uno strumento essenziale come un archivio propriamente detto).

«Una correzione di rotta è indispensabile – sottolinea Roberto Pomari –. E le prospettive su cui riflettere sono diverse». Una è l’entrata in funzione, a breve, di un nuovo Consiglio d’amministrazione fatto da gente del mestiere, legata all’audiovisivo, quindi capace di inquadrare la missione cui il polo dell’audiovisivo è deputato. Un elemento è la “promozione” della sala multiuso a luogo di ricerca e di lavoro; in questo senso a gennaio e febbraio i generosi spazi verranno adibiti a studio cinematografico per la realizzazione dei lavori di diploma degli studenti del Cisa. Passando da altre situazioni come il rilancio della Ticino Film Commission e dal cambio di paradigma secondo cui «le diverse realtà presenti da inquilini diventano partner», Pomari sottolinea un dato di fatto: «Bisogna investire». Un modo di farlo è strutturale: il progetto di ridefinizione degli spazi di cui si parlava. Un altro è credere nella possibilità di Locarno come «città educante con Usi, Supsi e Cisa», secondo la visione di Lucchini, e, ancor più su larga scala, «distretto culturale con una messa in rete delle risorse, al di là di una competitività che non ha senso».

Di contorno (o nel cuore, a seconda dei punti di vista) rimane ovviamente il commerciale, che il gestore Enjoy Arena fa vivere muovendosi sui fronti gastronomico e cinematografico. In quest’ultimo settore, torna a ribadire Pomari, «l’offerta va rivisitata» perché la realtà cambia velocemente.