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laR
 
19.08.2021 - 05:30
Aggiornamento: 12:24

Arcabalena ai Ronchini di Aurigeno, obiettivo raggiunto

Bilancio positivo per la colonia che favorisce l’inclusione in un contesto pacifico, ludico e stimolante, ma soprattutto accessibile a tutti

di Vittoria De Feo
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Foto Arcabalena
Monitori e aiuto-monitori della colonia inclusiva

«L’obiettivo dell’Arcabalena è di favorire l’inclusione di tutte e tutti in un contesto pacifico, ludico e stimolante», così Stefania Nessi, corresponsabile della colonia. Conclusosi lo scorso 2 agosto, il soggiorno per minorenni organizzato dall’Associazione ticinese di genitori e amici dei bambini bisognosi di educazione speciale (Atgabbes) ha ospitato per una settimana diciotto bambini e ragazzi, di cui nove con disabilità e altrettanti normodotati, ai Ronchini in Vallemaggia. Dal 1984, tra i numerosi progetti a sostegno delle famiglie portati avanti dall’Atgabbes, l’Arcabalena opera così verso l’inclusione di persone in situazione di handicap proponendo annualmente anche una settimana di colonia.

Inclusione prima che integrazione

Colonia che cerca appunto di essere «la più inclusiva e accogliente possibile prevedendo delle attività stimolanti e accessibili a tutti», ci dice Giacomo Clerici, anche corresponsabile dell’Arcabalena. Cosa si intende però con inclusivo? «Se l’integrazione si concentra sul singolo per poi occuparsi dell’ambiente esterno – spiega Mathias Hochstrasser, terzo corresponsabile –, l’inclusione punta ad adeguare le attività affinché siano fattibili anche per le persone che presentano delle difficoltà maggiori, il che può essere ad esempio implementato attraverso la collaborazione con i monitori o tra gli stessi partecipanti». Un obiettivo che sembra però essere ancora molto difficile da raggiungere nella vita di tutti i giorni, ma che secondo Mathias è del tutto praticabile in un piccolo gruppo.

Durante la settimana vengono organizzate diverse attività che si svolgono di norma al mattino, dopo pranzo e alla sera, e che variano tra creatività manuale e sfogo fisico. «Questi esercizi vengono scelti in base al tema centrale, deciso prima dell’inizio della colonia dai monitori e dai responsabili, che quest’anno – precisa Clerici – ruotava intorno al mondo magico di Harry Potter. Per quanto concerne il lavoro manuale, abbiamo proposto ai partecipanti di creare delle cravatte per le quattro ‘case di Hogwarts’ o di costruire la propria bacchetta magica andando a cercare un ramo nel bosco per poi decorarlo con della pittura. Le attività di sfogo si sono invece declinate tra balli di gruppo, giochi con la palla per rievocare il ‘quidditch’, ma anche teatrini che coinvolgessero tutti i ragazzi».

Tornando alla questione dell’inclusione, per i tre corresponsabili una delle attività proposte quest’anno che più ha soddisfatto questo criterio è stata un labirinto sensoriale ispirato al ‘Torneo Tremaghi’. «Abbiamo creato un percorso con sedie, panchine, tavoli e pouf, con l’aggiunta di ostacoli sensoriali, quali una piccola vasca di acqua e sapone dove immergere i piedi e una zona con degli stracci. I partecipanti, scalzi e bendati, dovevano attraversare il labirinto grazie alle indicazioni di un altro bambino o monitore, e il percorso poteva essere ripetuto più volte proprio per fare in modo che ognuno avesse la possibilità di essere guidato e di guidare», racconta Hochstrasser.

Una responsabilità condivisa

Si tratta quindi di attività coinvolgenti, accessibili a chiunque e che permettono una buona interazione fra tutti i partecipanti. Tant’è che un’altra particolarità dell’Arcabalena è quella di essere inclusiva anche tra gli animatori. Infatti, da qualche anno a questa parte, nel corpo monitori vi sono anche delle persone con disabilità. Stando ai tre corresponsabili, «questa collaborazione è molto preziosa perché gli aiuto monitori con disabilità danno il loro contributo nelle attività con i ragazzi, in cucina per la preparazione dei pasti e nella pianificazione della settimana di colonia. L’idea è nata grazie a un’ex partecipante disabile che ha fatto richiesta di poter prendere parte alla colonia come aiuto monitrice. Approfittando del fatto che stava completando la sua formazione come cuoca, le abbiamo proposto sia di lavorare in cucina, sia di contribuire all’organizzazione delle attività».

In ogni caso, diventare monitore all’Arcabalena è una scelta fatta su base volontaria e la voglia di mettersi in gioco costituisce un requisito centrale, ci spiega Nessi. «Il mondo del sociale – continua – è bello proprio perché chiunque, con o senza formazione, può condividere le proprie esperienze e insegnare qualcosa a tutti gli altri». In tal senso, «il nostro scopo principale – ci tiene a sottolineare in ultima battuta Clerici – è permettere a tutte e tutti di divertirsi e di partecipare attivamente alle attività proposte, cercando di rispondere ai bisogni di ogni persona».

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