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laR
 
31.07.2021 - 05:30

Verzasca, un uovo di Colombo a forma di bus (elettrico)

Dopo la fase test torna a ottobre per due anni, come progetto pilota nazionale, il Verzasca Express: servizio capillare “on demand” a impatto zero

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Un grande lavoro d’assieme per ideare l’uovo di Colombo: un servizio di trasporto capillare, su chiamata, a zero impatto ambientale, per ottimizzare gli spostamenti. Sono i contorni del “Verzasca Express”: espressione della lungimiranza di una valle da tempo confrontata con problemi di mobilità non indifferenti, ma capace di trovare alternative intelligenti.

Proprio in questi giorni è uscito un doppio bando di concorso. Riguarda l’assunzione di due autisti (uno dei quali assumerà anche il ruolo di coordinatore) che dall’autunno – indicativamente dal 1° ottobre – faranno funzionare il servizio, denominato “porta a porta”. Si cercano anche autisti volontari (con indennizzo) per poter ampliare puntualmente le fasce orarie del servizio. Parallelamente, il Consiglio comunale di Verzasca ha concesso il credito di 150mila franchi richiesto dal suo Municipio per l’acquisto dei veicoli elettrici e la posa di colonnine di ricarica rapida. Comune che nello stesso messaggio municipale si riconosce come principale beneficiario dell’iniziativa, e che tuttavia godrà, già a livello finanziario, di importanti contributi esterni. In particolare da parte del Cantone (Ufficio sviluppo economico), della Confederazione (Ufficio federale dei trasporti), Fondazione Verzasca, Autopostale, Ffs, Organizzazione turistica Lago Maggiore e Valli, Ata e Società elettrica Sopracenerina. Per un totale (ivi compresi i 150mila franchi comunali) di 700mila franchi.

Se c’era bisogno di una conferma che il nuovo Comune di Verzasca parte con il piede pigiato sull’acceleratore, la si trova nel già citato messaggio, che con dovizia di particolari spiega le finalità del progetto, premettendo che l’implementazione risale al luglio del 2020 con una “fase demo” di tre weekend “durante i quali una trentina di abitanti volontari ha potuto usufruire direttamente del servizio (app, prenotazione veicolo, eccetera) e fornire importanti elementi per affinare l’impostazione e il funzionamento del trasporto”. Fase demo svolta in collaborazione con Autopostale, che aveva fornito sia l’app, sia il veicolo, un London Taxi ibrido con accesso per disabili. Constatati i vantaggi, si parte dunque con un progetto pilota di due anni e l’obiettivo di moltiplicare il servizio in altre valli ticinesi e svizzere.

Il “Verzasca Express” è promosso dall’Associazione Comuni della Verzasca e persegue sostanzialmente due obiettivi che abbracciano però lo scibile delle esigenze nell’ambito della mobilità verzaschese. Il primo è “creare un efficiente servizio porta a porta su richiesta” (“on demand”, come si dice oggi) che colleghi la Verzasca al suo interno e verso il Piano, durante tutto l’anno; il secondo, “offrire un servizio di mobilità nuovo, pratico e flessibile per popolazione locale in primis, e visitatori”, che vada ad affiancarsi agli irrinunciabili mezzi privati e Autopostale. I benefici spaziano dall’agevolazione degli spostamenti a una migliore attrattività del vivere in valle; dalla creazione di posti di lavoro al sostegno delle attività economiche, “supportando in particolare le aziende locali quali ristoranti, alloggi e rustici in affitto”; dalla riduzione dell’impatto ambientale della mobilità all’ampliamento della rete di colonnine di ricarica veloce per veicoli elettrici, che servono evidentemente non soltanto al “Verzasca Express”, ma anche a chi ha già scelto privatamente l’auto elettrica come mezzo di trasporto.

L’app (o il telefono) per raggruppare e ottimizzare le richieste

Il funzionamento è semplice: c’è un’app (messa gratuitamente a disposizione da Autopostale) che accoglie le richieste e le ottimizza, consentendo di raccogliere lungo il tragitto gli utenti che percorrono la stessa tratta (o parte di essa) negli stessi orari. Ne nasce così il più classico dei “car pooling”. Oltre all’app, va aggiunto, vi sarà anche un caro vecchio numero di telefono, per consentire l’utilizzo dei bus anche alle persone meno avvezze all’uso delle nuove tecnologie (non per forza quelle anziane, visto che ci sono nonni capaci di smanettare meglio dei teenagers). Il perimetro entro il quale sarà operativo il servizio è quello del Comune di Verzasca, più parte del territorio del Piano, limitatamente ad alcuni principali punti di interesse (le cosiddette “fermate virtuali” come la stazione Ffs di Tenero, il centro commerciale sempre a Tenero, le strutture sportive – leggi ad esempio Cst –, le scuole e altre ancora da definire in base ai bisogni degli utenti).

La domanda che a questo punto tutti si porranno è: ma costa? La risposta è sì, anche per un semplice motivo di divieto di concorrenza. Comunque, le tariffe varieranno in base al numero di zone percorse e saranno proporzionali al servizio fornito; quindi superiori a quelle del trasporto pubblico di linea a orario fisso, ma inferiori al servizio taxi classico. Il Comune, nel suo messaggio, sottolinea in ogni caso che tali tariffe “risultano più attrattive rispetto al mezzo privato”. Il che è già un elemento essenziale per spingere qualche utente a lasciare a casa l’auto, munirsi di app o cornetta e farsi accompagnare su e giù per la valle.

Scopo della fase pilota biennale è “testare, affinare e migliorare in modo continuo il servizio alla popolazione”. È di conseguenza probabile che alcuni aspetti muteranno nel tempo – a partire da tariffe, zone, orari del servizio e perimetro dello stesso – per adattarsi sempre meglio alle esigenze espresse dal territorio.

Dato tecnico: i bussini avranno una capacità massima di 8 posti e 300 chilometri di autonomia, con particolare attenzione alle soluzioni logistiche per persone disabili o con difficoltà motorie, in sinergia con Pro Infirmis.

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