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Locarnese
05.05.2021 - 17:430
Aggiornamento : 19:24

Bosco Gurin, una 'destination governance' come modello

La proposta del sindaco di Maggia, Andrea Sartori, per appianare le divergenze tra Frapolli e il Patriziato e salvare il futuro della stazione turistica

Istituire, sulla falsariga di quanto fatto in passato, una ‘Destination Governance’ in grado di traghettare la stazione turistica di Bosco Gurin in acque più tranquille, verso un futuro roseo. La proposta arriva – a titolo personale, è opportuno precisarlo – dal neo sindaco di Maggia, Andrea Sartori, che sulla nota vertenza che vede opposti il patron degli impianti, Giovanni Frapolli e il Patriziato walser, interviene con un suo tentativo di “conciliazione”.

“Un concetto, questo – rileva Sartori nella sua presa di posizione – che era già stato sperimentato a Bosco nel biennio 2009-2011 e che aveva dato frutti positivi. Una piattaforma di dialogo e condivisione (lasciando invariati i rapporti di proprietà), in cui far confluire tutti gli attori locali e regionali per definire le strategie della destinazione e la comunicazione. Nel 2009 erano coinvolti i rappresentanti di Municipio, Patriziato, il gestore degli impianti e i sostenitori dei progetti privati, le associazioni locali, gli agricoltori boschesi e l’Ascovam. Ci si parlava e si comunicava regolarmente. Tutti potevano dire la loro. E ci si rispettava. Per il bene collettivo”. Perché, quindi, non riprovarci?

Riconoscere i meriti della controparte quale presupposto iniziale

“Occorre dapprima ritrovare una piattaforma che riporti la comunicazione a un livello (perlomeno) civile e un riconoscimento del ruolo di ciascun interlocutore, elemento imprescindibile per poter affrontare strategie, visioni e progetti. In caso contrario si rimane al palo, ci si avvicina il temuto punto ‘di non ritorno’ (la chiusura) e si corre il rischio di perdere – per sempre – il treno degli interessanti progetti in corso”. Secondo Sartori, prima di sedersi al tavolo delle discussioni ognuna delle parti dovrà però riconoscere due verità di fatto: la proprietà degli impianti e delle strutture ricettive dell'imprenditore bellinzonese e la legittimità dell'Ufficio patriziale in carica. Fatto questo passo, dialogando anche con gli altri partner (come Municipio e Ascovam), sarà possibile salvare, nel corto termine, la continuità operativa della destinazione e tutti i progetti appena lanciati, che hanno già ricevuto l’avvallo cantonale. E un minimo di armonia. Quest’apertura è fondamentale, perché ‘l’one-man-show’ assoluto (che può essere efficace quando si lanciano i progetti, meno nella gestione) non sarà più possibile né tantomeno auspicabile”.

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