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Locarnese
29.04.2021 - 12:130
Aggiornamento : 15:09

Intragna, sale il numero degli alunni positivi

Mentre i genitori, arrabbiati, scrivono alle istituzioni preposte per chiedere spiegazioni. Dito puntato sull'informazione tardiva e la mancata chiusura dell'asilo

Sconcerto e rabbia, tra diverse famiglie centovalline, per la gestione dei casi positivi al Covid nella sede scolastica d'Intragna. Istituto nel quale, lo scorso fine settimana, gli alunni sono finiti in confinamento (lo rimarranno fino a lunedì 3 maggio) per un non meglio precisato numero di contagi da covid (un paio secondo quanto comunicato inizialmente dal Cantone, una decina, dopo i tamponi eseguiti nelle scorse ore, secondo le nostre informazioni).
In una lettera inviata al medico cantonale, dottor Giorgio Merlani, al Decs, al Dss e al direttore dell'Istituto scolastico, i firmatari chiedono venga fatta luce su alcuni aspetti poco chiari della vicenda. In particolare auspicano delucidazioni sul caso di un'alunna che, benché presentasse i sintomi della malattia già da qualche giorno, ha preso parte alle lezioni, in barba alle raccomandazioni sanitarie che prevedono che un alunno debba rimanere a casa fino a 24 ore dalla sparizione dei sintomi.

'Spazi condivisi, perché la scuola dell'infanzia non è stata chiusa?'

Dito accusatore puntato anche contro la mancata, tempestiva, informazione delle famiglie, alle quali la notizia è stata comunicata solamente domenica 25 aprile, nel pomeriggio. Mamme e papà che hanno firmato la lettera pretendono una spiegazione anche al riguardo della decisione di non chiudere la scuola dell’infanzia. Il rischio è che i bambini, condividendo gli stessi spazi (locali interni della sede, cortile per la ricreazione, mensa come pure il minibus), si contagino a vicenda. Proprio questa ragione, alcune famiglie hanno deciso di non mandare i figli a scuola fino a quando non verranno eseguiti gli accertamenti necessari. Pure il personale della sede è oggetto di domande ("come mai gli autisti dello scuolabus sono stati preventivamente messi in quarantena, mentre la cuoca e la sorvegliante della sede no?" Alle docenti è stato effettuato il test?").
Coloro che hanno firmato il documento ricordano ai destinatari di aver, sin qui, fatto tutto il possibile per evitare simili situazioni, attenendosi scrupolosamente alle normative in vigore. Di fronte a quella che sembra una grave negligenza e al mancato funzionamento delle misure di contenimento pretendono però ora, a giusta ragione, delle risposte.

Il Municipio rassicura: adottate le misure necessarie

Proprio in queste ore alle famiglie degli allievi dell'Istituto è stata inviata una mail nella quale il Municipio conferma l'adozione, immediata, di tutte le misure di sua competenza (trasporto alunni col minibus, refezione, test del personale scolastico). L'autorità, consapevole delle preoccupazioni legate a questa quarantena, invita altresì i genitori a mantenere intatta la fiducia nel medico cantonale e nelle autorità scolastiche preposte.

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