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17.01.2021 - 15:11

Il Bollettino storico rende omaggio a Romerio

Nel ventiquattresimo numero la Società Storica Locarnese anche le banche, la fotografia, gli spazi urbani, Leoncavallo e molto altro

La Società Storica Locarnese annuncia la pubblicazione del suo Bollettino annuale. Ventiquattresimo della serie, il numero di quest’anno si apre con un sentito ricordo del Presidente Rodolfo Huber in memoria del suo predecessore e amico Ugo Romerio. Fondatore del Bollettino stesso, Ugo voleva dotare la Società di una pubblicazione che fosse accessibile al lettore non specialista pur rispettando i crismi della ricerca accademica.

Una missione non sempre facile quella della divulgazione scientifica, poiché capita che le opinioni diventino verità senza essere sufficientemente supportate dal rigore che la scienza impone alla conoscenza. Questo il tema trattato in filigrana nell’editoriale di Rodolfo Huber che propone una riflessione tagliente sulle tante ciance pubblicate nella stampa e sui social in merito alla pandemia.

Il Bollettino prosegue con la sezione Studi e contributi spaziando tra le più diverse tematiche. Dalla storia degli istituti bancari del Locarnese fra Otto e Novecento di Pietro Nosetti, alla neonata tecnica della fotografia di Antonio Rossi, marmista di Arzo in quel di Locarno e pioniere di questa nuova arte, firmato da Alberto Azzi. Seguono le riflessioni di Diego Scacchi sulla Piazza Grande di Locarno che accompagnano il lettore nel ripercorrere la storia degli spazi urbani dall’antichità a oggi. Eva Frassi racconta la vita del compositore Ruggero Leoncavallo durante il suo soggiorno a Brissago; Alex Kessler si china sulla nascita della Festa delle Camelie, specialità locarnese con finalità non solo turistiche; Candido Matasci offre uno squarcio postumo della vita di Anna Gnesa, scrittrice verzaschese, prendendo spunto da un dattiloscritto autobiografico nel quale la giovane maestra ricorda il travagliato periodo in cui desiderò divenire suora. La
sezione si chiude col contributo di Vanessa Bignasca sul tema molto dibattuto delle misure coercitive a scopo assistenziale degli individui considerati “deviati” dalla società.

In Documenti, Bruno Donati presenta il progetto sviluppato nell’Ottocento per una “giovane Peccia” – villaggio la cui ubicazione ne ha fatto più volte vittima della natura – col quale si voleva essenzialmente ricostruire Peccia in un luogo più sicuro. Seguono lo studio delle meridiane di Roberto Baggio e l’abituale stradario a cura di Riccardo M. Varini, quest’anno dedicato al naturalista e politico Luigi Lavizzari.
Il Bollettino si conclude con alcune proposte di lettura che sapranno certamente stuzzicare l’interesse del lettore.

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