18.12.2020 - 18:18
Aggiornamento: 20:06

Ecuador, 'non abbiamo più cibo e medicine a sufficienza'

L'accorato appello di padre Carletti, missionario di Cavigliano, ai benefattori ticinesi: ‘nelle parrocchie distribuiamo alimentari, ma non bastano’

ecuador-non-abbiamo-piu-cibo-e-medicine-a-sufficienza

È un periodo d'Avvento difficile anche per la popolazione dell'Ecuador, dove la diffusione del Covi-19 è, come un po' ovunque nel mondo, in forte e incontrollata crescita. E dove, soprattutto, le istituzioni non arrivano a garantire i necessari aiuti, sia dal profilo medico-sanitario, sia da quello alimentare. Le misure restrittive imposte dal governo per cercare di arginare il diffondersi del virus non impediscono ai più poveri e disperati di assieparsi e chiedere aiuto anche dinnanzi alle sette chiese e nei dispensari gestiti da Padre Pierluigi Carletti, il missionario di Cavigliano da oltre mezzo secolo attivo nel Paese sudamericano.

All'alba decine di persone in attesa davanti alle chiese

«Mi alzo presto ogni mattina per pregare – ci spiega al telefono – e già trovo decine e decine di persone in colonna all'entrata delle chiese, in attesa di un po' di alimentari (pane, banane e riso) con cui sfamare se stessi e i propri figli e delle e medicine che, con i miei volontari, tutti i giorni distribuiamo. Svantaggiati che crescono di numero qui a La Libertad, città di 80mila anime situata sulla costa pacifica». Con impegno, umanità, solidarietà Padre Carletti e i suoi collaboratori affrontano questa difficile realtà, consci del fatto che gli aiuti non sono sufficienti a coprire la crescente richiesta. Per questo chiede ai benefattori ticinesi, che ringrazia per tutte le donazioni, ulteriore sostegno: «L'emergenza covid ha comportato la chiusura di buona parte delle attività e dei negozi e questo significa che molte persone hanno perso anche il lavoro e non hanno soldi per fare provviste. La gente è disorientata, non vuole restare chiusa in casa, esce nelle strade per cercare di che sopravvivere e provare a procurarsi da mangiare».

L'impegno del religioso non si ferma, ma gli sforzi non bastano

Nelle parrocchie di Pierluigi Carletti la vita in questi ultimi mesi ha assunto un ritmo ben diverso. Il suo cellulare squilla in continuazione. Si assicura un servizio minimo (insegnamento nelle scuole e celebrazioni religiose) e ci si attiva, tutti assieme, per assistere i più bisognosi distribuendo, come detto, generi alimentari e sanitari. Si cerca di portare un po' di sollievo ha chi è preso dal panico a causa del virus, ai più fragili, agli anziani e agli ammalati; si aprono le porte per condividere quel poco che rimane da distribuire. L'impegno dei religiosi delle parrocchie non si ferma. 
Eventuali donazioni possono essere fatte sul conto CH 75 8080 8006 3595 7522 2 della Banca Raiffeisen Losone Pedemonte e Vallemaggia intestato a Padre Carletti.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved