Locarnese
San Giorgio Losone, al via il salvataggio degli affreschi
Umidità, sali e alghe rosa intaccano le opere quattrocentesche. Il restauro costerà 85mila franchi
Il Cristo pantocrate
28 Luglio 2020
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Il suo capolavoro più noto è sicuramente l’antica statua lignea – che diverse volte ha viaggiato in Ticino arricchendo esposizioni –, ma la chiesa di san Giorgio a Losone custodisce pure altre opere importanti. Ad esempio gli affreschi quattrocenteschi che decorano le pareti dell’antico coro dell’edificio medioevale, dietro l’altare maggiore; un locale a cui si accede da una porticina.

Affreschi che costituiscono un importante patrimonio artistico. Lo scorrere del tempo, incurante della bellezza di tali opere, ha lasciato il segno del suo passaggio. «Il Cristo pantocratore sulla volta, ma soprattutto la crocifissione e la Teoria degli apostoli sulle pareti sono infatti di recente stati intaccati da infiltrazioni di umidità, dalla presenza di sali e dall’attacco di alghe rosa – afferma Silvano Beretta, presidente del Consiglio parrocchiale –. Una situazione che non ci ha lasciati indifferenti. Di concerto con la Commissione cantonale dei beni culturali, già due anni fa abbiamo deciso un intervento urgente, che ha permesso di rallentare il degrado. L’analisi svolta allora ha però rivelato la necessità di un’operazione più radicale, in modo da mettere definitivamente in sicurezza gli affreschi tardo gotici».

Una campagna di raccolta fondi

Il progetto per il restauro è stato completato e i lavori sono stati avviati lo scorso mese di giugno. «Non so di preciso quanto dureranno – prosegue Beretta –. Sappiamo però per certo che il preventivo di spesa si aggira sugli 84 mila franchi (compreso l’intervento già effettuato). Essendo un bene culturale protetto, potremo beneficiare di aiuti pubblici, che tuttavia non copriranno l’intera somma. Per il resto dovremo contare sulla generosità dei parrocchiani, di enti, fondazioni e associazioni. Per questo abbiamo lanciato una campagna di ricerca dei fondi necessari».

Beretta non nasconde che quest'anno, a causa delle funzioni cancellate o ridotte a causa della pandemia di Covid-19, le casse parrocchiali losonesi subiranno delle perdite. Non solo per le mancate questue, ma anche per quanto riguarda gli introiti delle imposte parrocchiali. Il bilancio si farà a fine anno, ma già sin d'ora è ipotizzata una perdita attorno ai 100mila franchi.    «Va detto che i losonesi in passato hanno sostenuto con grande cuore le opere necessarie per custodire l’importante patrimonio di edifici sacri presente sul territorio del comune», conclude l'intervistato.

Per quanto riguarda gli antichi affreschi di san Giorgio, è impossibile risalire all'autore. Si sa che sono stati eseguiti nell’ultimo ventennio del 1400. Come si legge nell'opuscolo distribuito a tutti i fuochi per la campagna di raccolta fondi, Virgilio Gilardoni, nel suo “I monumenti d’arte e di storia del Canton Ticino”, li definisce esempi della transizione fra due scuole presenti all’epoca nelle regioni lombarde e alpine: quella di Nicolao da Seregno e quella di Antonio da Tradate, noto quest’ultimo soprattutto per i bellissimi affreschi nelle chiese di Palagnedra e di Verscio.

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