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17.12.2019 - 06:10

L’Arp ‘rubato’ nella collezione della Città

Preziosa opera del lascito dell’artista al Comune di Locarno viene rivendicata dal noto collezionista Arturo Schwarz

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Un mezzo intrigo internazionale potrebbe celarsi dietro a “Configuration MAM”, dipinto realizzato da Jean Arp, detenuto dalla Città di Locarno nell’ambito del lascito al Comune da parte dello stesso artista, ma segnalato ora come presunta opera rubata (nel lontano 1981), e messa quindi sotto sequestro. Presunta vittima del furto è un pezzo da novanta dell’arte italica e non solo: Arturo Schwarz, importante collezionista d’arte che avrebbe posseduto opere di Marcel Duchamp, André Breton, Man Ray e, appunto, dello stesso Arp. Locarno è finita suo malgrado nella rete in seguito ad una più ampia denuncia penale depositata da Schwarz alla Procura della Repubblica di Milano per il presunto furto di 46 opere d’arte. Il filone riguardante il singolo dipinto di Arp è arrivato per rogatoria al Ministero pubblico ticinese, al quale è stata richiesta assistenza giudiziaria. Il reato contestato – ad ignoti, non alla Città – è quello di ricettazione. Locarno, tramite il suo capodicastero Cultura Giuseppe Cotti, si dichiara sorpresa dalla denuncia e difende la proprietà del quadro: ampia documentazione dimostrerebbe infatti che l’opera incriminata faccia parte del regolare lascito di Arp. Su questa base «la tesi del denunciante sembra apparire insostenibile».

“Configuration MAM” è un’opera astratta della corrente del Surrealismo e fa parte dell’ampio e oltremodo ricco patrimonio artistico donato da Jean Arp alla Città una cinquantina di anni fa; lascito cui tra l’altro la recente valorizzazione di Casorella rende oggi pienamente merito. Tutto bello, dunque, se non fosse per le pesanti accuse sollevate da Schwarz, secondo il quale il dipinto farebbe parte della cinquantina di opere d’arte di sua proprietà che gli sarebbero state sottratte non ieri né l’altro ieri, ma addirittura il 1° gennaio del 1981 dalla galleria d’arte che gestiva a suo tempo a Milano.

Il legame fra “Configuration MAM” e la Città di Locarno passa dalla Sardegna, dove fra il novembre del 2013 e il febbraio del 2014, al Museo d’Arte della Provincia di Nuoro, si era tenuta un’esposizione intitolata “La galassia di Arp”. Ebbene, da un’immagine scovata in rete dalla Procura della Repubblica di Milano risultava che fra le opere esposte v’era anche quella di Arp che Schwarz ritiene sua. Da lì a scoprire che gran parte delle opere dell’esposizione sarda proveniva dalla collezione della Città, non ci è voluto molto. Poi Schwarz, interrogato nel merito, aveva riconosciuto il quadro come suo fino al momento in cui qualcuno gliel’aveva sottratto dalla galleria milanese. La giustizia italiana ha quindi reagito di conseguenza, richiedendo una perquisizione della collezione della Città di Locarno e il sequestro del dipinto in vista di una sua possibile confisca per restituzione al legittimo proprietario. Ma prima, ovviamente, sarà necessario chiarire le circostanze assai datate in cui la collezione della Città era entrata in possesso dell’opera contesa.

Cotti: ‘Documentazione chiara’

In attesa di sviluppi, Cotti, contattato dalla “Regione”, si dimostra tranquillo: «Preciso che la fattispecie denunciata risale a quasi 40 anni fa, periodo in cui nessun attuale municipale e direttore era in carica. Abbiamo dovuto pertanto appoggiarci sulla documentazione d’archivio, la quale parla a favore della Città. In particolare v’è uno scritto di Jean Arp, datato 3 aprile 1965 e indirizzato al Municipio di Locarno, che indica chiaramente l’appartenenza di “Configuration MAM” alla collezione donata. Circostanza questa confermata anche dalla distinta delle opere in nostro possesso. Inoltre, proprio quell’opera è raffigurata nella copertina e all’interno del catalogo fatto stampare dalla Città nel maggio 1968 per celebrare la donazione e l’esposizione dei dipinti al Museo d’arte contemporanea al Castello Visconteo». La Città ha già conferito mandato ad un legale per tutelare i propri interessi in Svizzera e non è escluso che decida di fare altrettanto in Italia.

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