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23.07.2019 - 06:00
di Davide Martinoni

'Li aiuteremo a rivendere i terreni male acquisiti'

La Salva Monte Brè si propone ai promotori del mega-resort sopra Locarno dopo la decisione municipale di istituire una zona di pianificazione

Ai primi di agosto sapremo (presumibilmente) se i promotori del progetto immobiliare al Monte Brè rimangono intenzionati a presentare una domanda di costruzione riguardante la versione “light” del loro mega-resort. Questo, nonostante il recentissimo annuncio della Città in merito all’intenzione di istituire una zona di pianificazione che per i prossimi 5 anni salvaguarderà tutta la fascia montana da investimenti immobiliari ritenuti “eccessivi”.

Proprio per i primi di agosto è stato infatti agendato un secondo incontro fra gli investitori e il Municipio. In una prima occasione, a metà aprile, la Augur Invest aveva rassicurato l’esecutivo sulla portata dell’operazione (“solo” un albergo “5 stelle” con annessi Spa e Wellness, più negozi e 65 camere apparthotel, ma tutto concentrato al Monte Brè, senza Cardada).

L’obiettivo dell’imminente incontro è capire se in tre mesi e mezzo le coordinate del progetto sono nuovamente mutate (così come il nome della società che lo propone, diventata nel frattempo Aedartis Ag e con un nuovo presidente del Cda, Matthias Seiler), ma soprattutto se esiste ancora un’operazione mega-resort.

Intanto, ieri è uscita allo scoperto l’Associazione Salva Monte Brè, che come Davide, in questi mesi, ha combattuto contro i Golia confederati promuovendo fra l’altro l’iniziativa popolare per modificare il Piano regolatore. In una nota la Salva Monte Brè dice di avere appreso “con soddisfazione” della decisione di istituire la zona di pianificazione, una misura “volta a sospendere temporaneamente qualsiasi costruzione sproporzionata” e che “darà il tempo all’iniziativa popolare di seguire il proprio corso e alla volontà pubblica e democratica di emergere”.

Si tratta, per l’associazione, di “una decisione giusta”, di “una mossa incoraggiante” da parte del Municipio di Locarno.

‘Non possono ignorare la volontà politica e pubblica’

Incoraggiante ma non decisiva, visto che, appunto, la neonata Aedartis potrebbe tirare dritto e presentare comunque un progetto. Starà poi al Municipio valutarlo sulla base della piega che gli eventi hanno preso dal profilo pianificatorio.

“Osiamo sperare che la Aedartis prenda debitamente atto di questo sviluppo e rinunci al suo progetto distruttivo per questo prezioso balcone sopra Locarno”, commenta la Salva Monte Brè. La quale ritiene per altro “piuttosto improbabile che decida a questo punto di ignorare la volontà politica e pubblica, cercando di presentare una frettolosa e raffazzonata domanda di costruzione per anticipare la misura di salvaguardia e l’esercizio democratico”.

Se ciò accadesse, prosegue, ciò “non avrebbe alcuna possibilità di successo; ci opporremmo infatti con la medesima forza e determinazione che ci hanno finora contraddistinto”.

Addirittura, gli esponenti della Salva Monte Brè si dicono pronti a discutere con i promotori “per valutare in che misura potremmo assisterli a trovare acquirenti per i loro terreni male acquisiti. In questo caso potremmo forse sollecitare interlocutori locali, amanti della natura e che, come noi, condividono il nostro senso di sovranità individuale, e che siano disposti a restaurare le case abbandonate del Monte Brè”.

Cercato per un commento in merito alle intenzioni attuali della Augur/Aedartis, il Ceo di Augur (e membro di Aedartis), Marc Sontag, risultava in vacanza e rimandava ogni considerazione al suo rientro, all’inizio del mese di agosto.

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