Locarnese

Nuovo Fevi per un nuovo comparto

Locarno, per sistemare il palexpo 4 variabili allo studio. Una prevede la demolizione. Ma si ridisegnerà anche tutta la zona assieme al Cantone

27 aprile 2019
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Il futuro prossimo è un mandato di studio in parallelo, in collaborazione fra Cantone e Comune, per definire il futuro di un comparto di circa 50mila metri quadrati che comprende le palestre della Peschiera e delle Medie Morettina, nonché l’asilo comunale e il palexpo Fevi (con il suo ampio parcheggio annesso). La prospettiva è una generale riqualifica del territorio per ottimizzarne l’utilizzo e modificarne i contenuti. Una gestione intelligente di queste esigenze incrociate suggerisce ovviamente di agire di concerto, e non come solisti.

Sono davvero grandi manovre, quelle in corso per la zona Fevi-Morettina. Per la Città esse partono dalla necessità di intervenire in maniera importante sul Fevi, lo storico palazzetto che prende il nome da Federale e Virtus, per portarlo in tutto e per tutto a giorno a livello infrastrutturale, tecnico e di sicurezza. Alla ‘Regione’ lo conferma il capodicastero Logistica Davide Giovannacci: «Per sondare i vari scenari d’intervento era stato conferito mandato alla Bardelli Architetti Associati di Locarno, cui è stato chiesto uno studio di fattibilità riguardante la trasformazione del palazzetto in vero e proprio centro congressuale». Ne sono uscite tre varianti più o meno onerose a dipendenza del tipo di intervento. La “forchetta” va dagli 8-9 milioni per un intervento minimo per rendere lo stabile conforme alle attuali normative, ai 17-18 milioni di franchi per una totale riqualifica. Tenuto conto di queste indicazioni, e riflettendo in particolare sulla variante più cara, «il Municipio si è chiesto se non fosse il caso di pensare addirittura alla demolizione e alla ricostruzione della struttura»: un quarto scenario, questo, che Bardelli ha poi integrato nel suo lavoro.

«Parliamo in tutti i casi di cifre importanti – aggiunge Giovannacci – e in questo contesto ricordo che nell’operazione Palacinema il contributo cantonale considerava 3 milioni di franchi proprio per la sistemazione del Fevi. Inoltre, quale che sarà la soluzione adottata, a lavori in corso dovranno essere fornite alternative valide agli inquilini del palazzetto». Fatte queste premesse, il municipale rileva che «sullo stesso comparto si sta muovendo anche il Cantone, che a medio-lungo termine intende realizzare nuove palestre per sostituire quelle della Peschiera e delle Medie, nonché una sala multiuso che assumerà i compiti dell’attuale aula magna situata all’estremo ovest della struttura scolastica. È evidente che abbiamo necessità che si incrociano e che non possono non compenetrarsi». Il riferimento è ad un autosilo sotterraneo (che nel Pr di Locarno è già previsto a ridosso del Fevi, dove attualmente c’è il grande parcheggio sterrato), ma anche ad un’eventuale palestra supplementare richiesta dal Comune, che potrebbe essere integrata nelle prospettive cantonali. Per “capirsi”, Cantone e Comune dovranno dunque mettere sul piatto tutti gli elementi, e su quella base un mandato di studio in parallelo lanciato dai due enti pubblici sarà lo strumento adatto per ridisegnare il comparto.

Cantone, Comune e anche i privati

Tornando al Fevi e alla sua sorte, è chiaro che andrà trovata la soluzione migliore affinché assolva al meglio non soltanto la sua cruciale funzione di palexpo e in ambito congressuale, ma anche quella di struttura vitale – in primis per capienza – per il Festival del film. A questo proposito Alain Scherrer, sindaco e capodicastero Turismo ed Eventi, riflette in questi termini: «Innanzitutto va sottolineata l’importanza della collaborazione in atto fra Comune e Cantone. Quanto alla ristrutturazione del palexpo, è mirata ad ampliare quel segmento espositivo, fieristico e congressuale, che sono tutti vettori di particolare interesse per accrescere l’indotto finanziario della Città. Con GranRex, Palacinema, Kursaal e Fevi sarà fondamentale una messa in rete professionale dell’offerta. A questo proposito torno su un tema da sempre a me caro: la collaborazione pubblico-privato. Ci stiamo guardando in giro per trovare un partner disposto a mettersi in gioco». 

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