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Anche un nuovo albergo '5 stelle' al posto di quello in disuso
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Locarnese
19.04.2019 - 05:500
Aggiornamento : 13:58

Brè, le mille giravolte del maxi-resort

Dall'incontro in Municipio una certezza: si comincia con hotel, wellness e 60 residenze. Il resto seguirà

Come in un temporale estivo, le nubi sul cielo del Monte Brè viaggiano veloci e non permettono di capire come sarà il tempo da qui a mezz’ora. Una schiarita sul vituperato progetto di maxi-resort doveva giungere dall’incontro tenutosi martedì pomeriggio a Palazzo Marcacci fra il Municipio e una rappresentanza dei promotori immobiliari. E in effetti uno dei colonnelli della holding svittese Augur Invest Ag, Marc Sontag, unitamente al numero 2 dello studio d’architettura Oppenheim – Beat Huesler – che collabora al progetto con la locarnese Aldo Cacchioli Architecture Sa (di cui era presente un’architetta), ha fornito alla Città alcune informazioni sullo stato dei “lavori preparatori”. Al momento il “Lago Maggiore Retrait” consiste in un albergo “5 stelle” (24 camere) con centro wellness, a ridosso del quale sorgerà una sessantina di residenze esclusive sul modello di “apparthotel”, quindi con servizio alberghiero. L’hotel sarà realizzato al posto di quello in disuso esistente, su tre piani. Ancora non è chiaro se la struttura sarà restaurata e adattata, oppure demolita e ricostruita. Lo si saprà dalla domanda di costruzione, per la quale Sontag non ha fornito nessuna tempistica, ma che dovrebbe venir presentata nel giro di qualche settimana.

Tutto ciò riguarda dunque la superficie di 15mila metri quadrati situata in zona “Follia II”. Quanto alle altre aree, Sontag non ne ha fatto riferimento; né nessuno del Municipio gli ha chiesto niente. In particolare l’imprenditore non ha detto nulla riguardo all’occupazione dell’altra ampia superficie detenuta dalla Augur Invest sempre al Monte Brè, in zona “Follia I”.

La riapparizione di Selina

Allo stesso modo non ha parlato dell’improvvisa rinuncia a tutto quanto era previsto a Cardada-Colmanicchio, dove un’altra società, la Vita Genesis di Selina zu-Sayn Wittgenstein, aveva comprato un grosso lotto con l’intenzione di stabilirvi l’albergo con wellness, due ristoranti (di cui uno stellato) e un campo da tennis. Noi sappiamo che la parte di Cardada non fa più parte del progetto originario; unicamente l’albergo con centro wellness ha traslocato al Monte Brè. Cosa ne sarà dei 17mila metri quadrati di terreno acquistati dalla Vita Genesis, è un mistero. Quanto ai 12mila metri quadrati rimasti liberi alla “Follia I”, da nostre informazioni risulta che la loro occupazione potrebbe entrare in linea di conto in un secondo momento, con altre residenze, sempre sul modello di “apparthotel”. Un fatto curioso è che ieri, all’uscita dal loro incontro a Palazzo Marcacci, Sontag e Huesler si sono intrattenuti in un bar di Piazza Grande proprio con Selina, che altri non è se non la moglie del “Principe” Peter zu-Sayn Wittgenstein, l’uomo che aveva condotto le trattative di compravendita al monte ma poi è sparito dalla circolazione. Benché anche lei tagliata fuori dal progetto con la sua Vita Genesis, Selina risulta dunque ancora parte integrante del “movimento” imprenditoriale confederato. È anche vero che alla “Follia I” aveva lungamente vissuto Peter, nella lussuosa tenuta “ex Schilling”, quindi è possibile che il coinvolgimento di Selina possa essere messo in relazione a questa vecchia “appartenenza” territoriale.

Un ultimo appunto va alla gestione dell’informazione. Un comunicato stampa – poco più di una pagina in versione inglese e italiana, con due foto – redatto dalla Augur Invest è stato presentato martedì al Municipio e messo a disposizione dalla holding a chi ne avesse fatto richiesta. Stando alla Ag, la diffusione del comunicato avrebbe dovuto essere curata dal Municipio di Locarno, mentre a Palazzo – comprensibilmente – del comunicato non sanno che farsene. Quel che dovevano sentire lo hanno sentito e non spetta certo all’autorità comunale occuparsi della divulgazione di dettagli su un progetto con cui c’entra (per ora) come i proverbiali cavoli a merenda. Ma lo stucchevole gioco dei rimandi è soltanto un piccolo, ulteriore inciampo in una vicenda già ricchissima di aggettivi.

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