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22.03.2019 - 12:020
Aggiornamento : 14:38

Maxi-resort a Brè e Cardada, ecco l'iniziativa popolare

A Locarno l'obiettivo è cambiare il Piano regolatore Settore 3. Entro il 21 maggio dovranno essere raccolte 1'800 firme

La disciplina edilizia della zona montana del Piano regolatore Settore 3 (Monte Bré e Cardada-Colmanicchio) è adattata al fine di permettere uno sviluppo del comparto montano della Città compatibile con il carattere di quartieri discosti, destinati ad una residenza e ad attività turistiche e alberghiere a bassa densità. In particolare, sono rivisti i parametri edificatori relativi ai volumi edilizi, ai bonus edificatori e alle disposizioni di occupazione del suolo nello spirito dell’evoluzione avvenuta finora del comparto. È immediatamente avviata la verifica della Zona in questione al fine di adeguarla - con particolare riguardo ai principi di qualità degli insediamenti - ai disposti della Legge federale sulla pianificazione del territorio, secondo le modifiche accolte in votazione popolare nel 2013, entrate in vigore il 1 maggio 2014.

È quanto chiede l'iniziativa popolare depositata negli scorsi minuti alla Cancelleria comunale di Locarno e che si prefigge – con una modifica di Piano regolatore – di bloccare sul nascere ogni possibilità di massiccio intervento immobiliare al Monte Brè e a Cardada; in particolare, tramite l'ormai famoso – anche se non ancora ufficialmente presentato – progetto di maxi-resort che prevede una novantina fra appartamenti e villette di lusso a Brè e un hotel "5 stelle superior" con 65 suites, centro Spa, campo da tennis e due ristoranti a Colmanicchio.

Per la riuscita dell'iniziativa popolare dovranno essere raccolte, a Locarno, da cittadini svizzeri aventi diritto di voto, 1'800 firme entro il 21 maggio.

"Il faraonico progetto speculativo di maxi-resort a Monte Brè e Colmanicchio, trapelato grazie alle ricerche e alle prese di posizione dell’associazione 'Salva Monte Brè' ( www.salvamontebre.ch ) preoccupa. Se realizzato sconvolgerà infatti territorialmente e paesaggisticamente i due quartieri montani della città di Locarno. I dettagli trapelati sul possibile progetto sono infatti impressionanti: si parla di una superficie già acquistata di 27mila m² a Monte Brè (Augur Invest Ag) e di 18mila m² a Colmanicchio  (Vita Genesis Ag) su cui realizzare decine di camere d'albergo e residenze 'appart-hotel' di extra lusso, come pure altre infrastrutture annesse come una possibile piazza di atterraggio per elicotteri", ricorda il testo dell'iniziativa. 

Dal profilo pianificatorio, "il Piano regolatore Settore 3 (Monte Bré e Cardada-Colmanicchio), approvato nel 1976, aveva colto lo spirito del luogo, proponendo dei parametri edificatori contenuti, appropriati al quartiere. La revisione del Piano regolatore approvata nel 1996 ha aumentato sensibilmente i parametri edificatori generali, che oggi, considerando gli oltre 20 anni trascorsi, vanno verificati e modificati tenuto conto di come il carattere del comparto sia fondamentalmente rimasto immutato e di come sia invece nel frattempo mutata la legislazione federale (Legge sulla pianificazione del territorio), il piano direttore cantonale (Schede PD R1, R6, R10) e la legge cantonale sullo sviluppo territoriale, per garantire un'utilizzazione parsimoniosa del suolo, limitare la dispersione degli insediamenti e mitigare l’impatto paesaggistico". In particolare, "le riserve di terreni edificabili vanno sfruttate in modo più mirato e le zone edificabili sovradimensionate o con indici edificatori eccessivi in zone non centrali vanno riviste".

Gli obiettivi

L'iniziativa vuole perseguire 6 grandi obiettivi:

1. Il mantenimento del carattere del luogo, fondamentalmente rimasto immutato nel tempo e destinato essenzialmente ad una residenza secondaria di carattere locale, accompagnata anche da residenza primaria;

2. La salvaguardia della rete sociale di quartiere condivisa, che si è creata e sviluppata nel comparto, evitando che lo stesso diventasse un sobborgo senza identità, composto di case di vacanza isolate;

3. La preservazione della qualità abitativa dell'insediamento, in particolare dell'equilibrio tra le singole componenti (residenza primaria, secondaria locale, secondaria turistica, attività pubbliche consone al comparto, ecc.), evitando attività a carattere intensivo che ne compromettano i pregi;

4. L’adeguamento della zona alle infrastrutture esistenti, in modo che non sia necessario da parte pubblica provvedere ad investimenti sproporzionati, con particolare riferimento alla situazione discosta del comparto rispetto all'area insediativa vera e propria del Comune;

5. La conservazione della qualità paesaggistica del comparto, che presenta oggi un corretto connubio tra elementi naturali, insediativi, aree verdi interne all'insediamento e volumetrie edilizie contenute.

6. L’adattamento della zona montana del Piano Regolatore Settore 3 (Monte Bré e Cardada-Colmanicchio) alla nuova legislazione federale e cantonale.

Il comitato d'iniziativa con (fra gli altri) due ex municipali

Alla sorgente dell'iniziativa c'è il comitato dell'associazione "Salva Monte Brè", ma è stato costituito un apposito comitato d'iniziativa del quale fanno parte Marco Ricca, Tatiana Ricca, Matteo Buzzi, Michele Bardelli (ex municipale), Maria Chiara Cotti, Michele Mainardi, Silvia Cavadini, Maurizio Catarin, Pierre Zanchi, Guy Bettini, Nathalie Peters, Manuela Celesia, Fabrizio Sirica, Diego Erba (ex municipale), Adolfo Tomasini, Mauro Belgeri e Fiorenzo Cotti.

 

"Ancora una volta stiamo dimostrando che il salvataggio del Monte Brè non è una questione di parte – si legge infine in una nota inviata dal 'Salva Monte Brè' –. Questo obiettivo riunisce tutte le persone oneste, tutti gli amanti della verità e della natura, che coprono l'intero spettro politico. Infatti, i promotori dell'iniziativa sono divisi tra personalità di sinistra e di destra, e abitanti/proprietari del Monte Brè. Anche se una modifica del Piano Regolatore può richiedere tempo, il deposito di questa iniziativa consente ora a tutti gli oppositori del progetto che intendono presentare ricorso in sede di deposito dei permessi edilizi di richiedere una misura di salvaguardia sospensiva. Riteniamo che l'iniziativa aumenti anche le possibilità del Municipio di adottare una Zona di Pianificatione, che consentirebbe anche, nel breve termine, di salvare il Monte Brè".

 

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