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Ultimo aggiornamento: 23.10.2019 17:34
Studio 2 della Rsi parlando di 'Mint'
Locarnese
14.01.2019 - 21:310

La scienza in abiti sportivi

Laboratori e conferenze per avvicinare giovani e docenti alle tecnologie partendo dal gesto atletico. Mercoledì 23, dalle 17.30, serata aperta al pubblico.

Per gli anglosassoni è “Stem” (science, technology, engineering, math); per i germanofoni è “Mint” (Mathematik, Informatik, Naturwissenschaften, Technik, ovvero matematica, informatica, scienze naturali e tecnica). Per usare parole di Bixio Caprara, direttore del Centro sportivo di Tenero (Cst), «le scienze dure», che tramite lo sport possono diventare più affascinanti di quanto spesso non sono. A questo si adoperano le Giornate della scienza e della tecnologia applicate nello sport dette Sportech, in programma al Cst dal 22 al 25 gennaio.

La settima edizione è stata ufficializzata ieri nello Studio 2 della Rsi di via Besso, introdotta da Enrico Carpani: «Da sempre lo sport è la vetrina privilegiata di tutte le innovazioni tecnologiche applicate alla tv», ha esordito il responsabile del dipartimento sport. «Prendete i Mondiali di calcio in Messico: per la prima volta si sono visti il giallo delle maglie del Brasile e l’azzurro di quelle italiane».

Dalle parole di Bixio Caprara, il presente dell’evento: «Un impegno grande, che non può essere per ora annuale. Ma la pausa di 3 anni che ha condotto a questa settima edizione ci ha portato il partenariato con la Supsi, un salto decisivo per il completamento di un progetto di qualità e per lo sviluppo decisivo dell’idea di partenza».

‘Più consapevolezza in ambiti Mint’

Il partenariato con Sportech va ad aggiungersi ad altre iniziative della Supsi in questo campo, come Matematicando, i progetti di Robotica educativa, Promtec e i TecDay. Dell’importanza della nuova collaborazione si è fatto tramite il direttore generale Franco Gervasoni, ricordando come «rispetto a 10-15 anni fa, chi si forma oggi deve avere consapevolezza in ambiti Mint». Un bagaglio che non riguarda soltanto i giovani, ma anche chi li deve formare. «Troppi docenti affrontano il tema con paura, non trasmettendo entusiasmo, forse per aver vissuto con avversione le scienze dure nei loro percorsi formativi», ha spiegato Laura Banfi Moser, responsabile dell’Accademia svizzera delle scienze tecniche (Satw) per la Svizzera italiana, sorta di «antenna» cui spetta il compito di identificare «in anticipo sviluppi rilevanti nel settore Mint e informare politica e società».

Banfi Moser ha sottolineato anche come il settore includa materie che interessano pure «chi non necessariamente sceglierà la carriera dell’ingegnere o quella dello scienziato». In questa direzione, «lo sport come concepito da Sportech può certamente aiutare nell’intento».

Sulla via per essere nazionale

Per Alan Matasci, sostituto direttore Cst e presidente del Comitato d’organizzazione, «Sportech ha il potenziale per diventare evento nazionale». Il trend in crescita dei laboratori (36 nel 2016, 43 quest’anno) parla da solo. «Accogliamo  oggi 160 classi, superando la soglia dei 3mila partecipanti».

Tra i molti laboratori, spiccano per originalità il Cognifoot (sorta di videogame giocato con un pallone per testare tempi di risposta e precisione) e il k-Pass, sistema di analisi biomeccanica delle partenze nel nuoto. Nel commentare i grafici del gradimento, Matasci ha ricordato le conferenze dei professionisti del settore: martedì 22 alle 20 sarà la volta di Adriano Bacconi, i cui modelli di analisi tecnico-tattica in campo calcistico sono stati applicati alla nazionale italiana del 2006 e all’Inter. A Bacconi si unirà il campione del mondo Gianluca Zambrotta, per approfondire l’aspetto umano del calciatore. Mercoledì 23 alla stessa ora, anticipato dall’apertura al pubblico di tutti i laboratori (dalle ore 17.30), l’incontro con l’alpinista Hervé Barmasse, che Reinhold Messner considera il proprio erede.

«Creeremo nuovi ingegneri», aveva esordito Caprara. Ne è convinto anche Carpani, che ha congedato i presenti con un auspicio più universale: «Nuovi ingegneri o nuovi sportivi, ciò che più conta è che possano essere bravi adulti» (il programma integrale su www.sportech2019.ch).

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