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Locarnese
11.01.2018 - 07:000

Fiume Maggia, battuto il primato di gennaio

Una portata di 155 metri cubi al secondo non si è mai vista in questo periodo dell'anno

Non esistono più le mezze stagioni. E anche le stagioni vere e proprie si stanno confondendo. L’altroieri, martedì, il fiume Maggia ha battuto il suo record per il mese di gennaio, raggiungendo una portata di 155 metri cubi al secondo (misurati alle 10 del mattino alla stazione di Locarno-Solduno). Un traguardo mai raggiunto nel primo mese dell’anno. A dirlo sono le statistiche e i dati del servizio idrologico della Confederazione, registrati dal 1993 in poi. Negli ultimi 25 anni mai una volta il livello della Maggia a gennaio è salito così tanto. Per trovare portate simili bisogna cercare nei mesi primaverili: spesso aprile o maggio e talvolta addirittura giugno. Il record precedente per gennaio risale al 1996 (il 12 del mese) quando il fiume per alcune ore aveva scaricato nel Lago Maggiore 93 metri cubi d’acqua al secondo; ben lontani, comunque, dai 155 di due giorni fa.
Solitamente, in questo periodo dell’anno, la portata della Maggia (che può contare su un bacino imbrifero di oltre 900 chilometri quadrati) è decisamente scarsa. Le punte si situano tra i sei e i venti metri cubi e le ‘magre’ sono frequenti. Ciò è dovuto al fatto che le precipitazioni in quota sono nevose e quindi non scendono a valle fino al periodo disgelo.

A pagarne le conseguenze spesso è il Lago Maggiore. Lo scorso mese c’era stato addirittura un allarme, con minimi storici per il Verbano. Tanto che oltre confine era stata adottata una misura drastica, con una manovra alle chiuse della Miorina, collocate sul fiume Ticino, a Sesto Calende, dal 1942. Uno sbarramento (lasciando uscire 40 metri cubi al secondo, contro i 120 metri cubi in entrata) che aveva permesso di innalzare il lago di alcune decine di centimetri. Ora, con le precipitazioni dei giorni scorsi e con le temperature elevate che hanno portato allo sciogliemento della neve alle quote basse e medie, il lago ha ripreso quota. Dai 192 metri del 1° gennaio è arrivato (il dato è di ieri sera) a circa 193,4 metri. Una risalita auspicata, che permette di normalizzare la situazione anche a sud della Miorina, dove contano su un buon afflusso d’acqua le centrali indroelettriche, il Parco nazionale e migliaia di aziende agricole.

In conclusione segnaliamo che anche il fiume Ticino, misurato a Bellinzona, il 9 gennaio ha avuto un picco, con una portata di 111 metri cubi al secondo.

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