La Valposchiavo modello europeo per lo sviluppo alimentare sostenibile e digitale
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La Valposchiavo modello europeo per lo sviluppo alimentare sostenibile e digitale

Un progetto europeo evidenzia il ruolo pionieristico della valle nell'agricoltura biologica e nella digitalizzazione, affrontando sfide e prospettive future.

2 novembre 2026
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Lo spirito pionieristico nell'agricoltura biologica e la spinta nella digitalizzazione hanno caratterizzato la transizione ecologica e digitale della Valposchiavo. È la conclusione del progetto europeo SkillResilience4EU sulla transizione alimentare presentato oggi.

Come si evolverà il sistema alimentare nei prossimi decenni e quale ruolo giocheranno le regioni periferiche nella doppia transizione ecologica e digitale? A questa domanda ha risposto l'incontro pubblico "Il futuro del sistema alimentare in Valposchiavo", in programma oggi al Polo Poschiavo. L'evento ha chiuso la fase di ricerca del progetto europeo SkillResilience4EU, promosso dalla Fachhochschule Nordwestschweiz (FHNW), che ha selezionato la valle come uno dei tredici casi studio in Europa.

Hein Schellekens, dell'Istituto per il Management Non Profit e Pubblico della FHNW, ha presentato le linee di sviluppo emerse dallo studio davanti a 14 partecipanti della regione. "A partire dai primi anni Novanta, singoli pionieri hanno promosso la transizione verso l'agricoltura biologica come opportunità per differenziarsi dal mercato di massa" - spiega a Keystone-ATS la ricercatrice -. Parallelamente, la digitalizzazione dal 1996 non è mai stata uno scopo a sé stante, ma uno strumento contro l'isolamento geografico e a favore dello sviluppo regionale. Entrambi i percorsi si sono fusi in iniziative come 'Dal campo alla tavola' e '100% Valposchiavo', caratterizzate da un precoce connubio tra sostenibilità e digitalizzazione".

I partecipanti hanno completato il quadro, spiega Schellekens, "sottolineando come i pionieri avessero risposto a incentivi esterni, richiedendo coraggio poiché all'inizio l'agricoltura biologica veniva derisa in valle. Sul fronte politico, è stato aggiunto che il sostegno era frenato a livello comunale, ma negli ultimi quindici anni è notevolmente migliorato: la valle è ormai considerata una regione modello, sebbene le fazioni politiche continuino a giocare un ruolo".

Non sono mancati i temi di discussione. "Lo status UNESCO della linea ferroviaria del Bernina - spiega la ricercatrice - impone vincoli all'agricoltura, mentre i giovani devono lasciare la valle per la formazione e, al ritorno, si scontrano spesso con resistenze nel proporre nuove idee. Un'ulteriore sfida riguarda la successione aziendale: per mancanza di una giovane generazione, subentrano talvolta persone esterne prive di conoscenze regionali".

Nella seconda parte dell'incontro, Schellekens ha presentato quattro spunti digitali (droni per terreni in pendenza, IA per il riconoscimento delle erbe infestanti, certificazione digitale dell'origine, telerilevamento) e cinque legati alla sostenibilità (scarsità idrica sui pascoli alpini, nuove colture, eventi meteorologici estremi, agricoltura rigenerativa, economia circolare). È emerso il collegamento virtuoso tra gastronomia/turismo e agricoltura, settori vincenti grazie alla collaborazione ma con punti di attrito quotidiani. Sono state discusse idee per l'economia circolare, come il biogas dai rifiuti della ristorazione, e dubbi sulla sostenibilità ecologica di una maggiore digitalizzazione. Infine, è stata sottolineata la necessità di una maggiore cooperazione tra aziende, settori e generazioni, oltre a un più consapevole "lasciar andare" al momento del passaggio generazionale.

"Essere letti con gli occhi della ricerca europea significa ottenere visibilità e uno sguardo esterno sul proprio percorso", ha commentato Cassiano Luminati, direttore del Polo Poschiavo. L'ente, pur non essendo partner formale della ricerca, ha contribuito con interviste e discussioni. Per Luminati, l'attenzione dell'UE si innesta su una storia locale di avanguardia: dal Progetto Poschiavo che negli anni Novanta portò internet in valle, alla strategia Smart Valley Bio del 2012, fino al marchio 100% Valposchiavo del 2015.

Il Polo agisce come motore di sperimentazione. Sul fronte ecologico, le iniziative mirano a trattenere e valorizzare le materie prime locali: dal progetto Legno 100% Valposchiavo all'esperienza di AlpTextyles, che ha portato alla digitalizzazione dei tessuti storici e al progetto Pro Tessitura, contribuendo a salvare l'artigianato locale dopo la chiusura della cooperativa nel 2024.

Nuove prospettive si aprono con il progetto WISER per nuovi usi della lana e un progetto europeo sui territori a vocazione biologica. "Grazie all'Ipermappa di comunità, ogni prodotto potrà essere collegato tramite codice QR all'azienda, rendendo visibili i risultati ambientali ed economici", ha concluso Luminati.

L'incontro, sebbene con presentazione principale in tedesco, ha visto contributi e dibattito in lingua italiana, trasformando la conferenza in un confronto costruttivo sull'avvenire del sistema alimentare valposchiavino.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni