L'aeroporto di Samedan attende il via libera per il rinnovo da 68,5 milioni
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L'aeroporto di Samedan attende il via libera per il rinnovo da 68,5 milioni

A oltre un anno dal sì popolare, un ricorso al Tribunale federale blocca l'avvio del cantiere, rendendo irrealistica la conclusione dei lavori nel 2031.

29 settembre 2026
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A più di un anno dal sì popolare al progetto di rinnovo dell'aeroporto di Samedan (GR), il cantiere da 68,5 milioni di franchi stenta a decollare. Un ricorso pendente al Tribunale federale sta bloccando i lavori.

"Dobbiamo essere sinceri: ci troviamo di fronte a una rovina". Non usa mezzi termini Mario Cavigelli, presidente della società Infra, proprietaria dell'infrastruttura aeroportuale, per descrivere lo scalo più alto d'Europa. "A questo punto sta diventando davvero necessario cambiare registro", ha dichiarato Cavigelli, al termine dell'odierna riunione della conferenza dell'aeroporto, ovvero l'organo decisionale a livello politico. Se al momento vengono riscontrati dei problemi strutturali, questi vengono sistemati in modo discreto, nella consapevolezza e nella speranza che l'infrastruttura venga presto completamente rinnovata.

L'aeroporto di Samedan, risalente al 1938, ha urgente bisogno di un rinnovo. Il 17 agosto del 2025 oltre il 54% degli aventi diritto di voto degli undici Comuni dell'Alta Engadina aveva approvato il progetto per rinnovare l'infrastruttura. Esso prevede la costruzione di due nuovi centri operativi con un hangar per i velivoli, l'ampliamento e la riparazione dei piazzali antistanti lo scalo, una torre con vista a 360 gradi e una recinzione di sicurezza. Ma finora il cantiere non è ancora partito.

A bloccare il tutto è un ricorso per annullare la consultazione popolare del 17 agosto 2025. Il Tribunale federale (TF) si è espresso sull'effetto sospensivo, ma non ancora sul ricorso nel merito. In concreto: il ricorrente chiedeva di bloccare, in attesa della decisione definitiva, le misure di attuazione del progetto, in particolare la pianificazione di dettaglio e l'autorizzazione dei crediti per la seconda tappa dei lavori. L'avvio dei lavori contestati rimane pertanto subordinato alla decisione finale del TF.

Nessuna opposizione è stata invece inoltrata per la costruzione della recinzione attorno all'area dell'aeroporto. L'avvio dei lavori previsto per il terzo trimestre di quest'anno subirà però dei ritardi sempre a causa del ricorso a Losanna.

Sembra invece archiviato l'esposto di vigilanza inoltrato in giugno dalla Commissione di gestione del Comune di S-chanf al Governo grigionese. L'esposto chiedeva un'inchiesta speciale e un accertamento sulle pratiche contabili e di rendiconto da parte dell'Infra. Il 10 agosto il Dipartimento cantonale delle finanze e dei comuni non aveva ravvisato alcun motivo per intervenire in materia di vigilanza. Malgrado S-chanf abbia richiesto un ulteriore riesame della decisione a fine agosto, il Cantone è rimasto saldo sulla sua linea.

"Se la decisione del Tribunale federale sarà a nostro favore, dovremo ottenere da parte della conferenza dell'aeroporto anche l'approvazione delle voci di bilancio", ha spiegato Mario Cavigelli. Dopo questo passaggio i lavori potrebbero cominciare. Nel frattempo, ha precisato il presidente dell'Infra, sono state preparate diverse decisioni per poter procedere tempestivamente all'assegnazione dei lavori a progettisti e imprese.

Nel messaggio della votazione di un anno fa, i responsabili prevedevano di terminare il cantiere nel 2031. Un'agenda ancora realistica? "È estremamente difficile e probabilmente non è realistico terminare i lavori fra cinque anni", ha continuato Cavigelli.

Oltre ad aver preso atto dello stato del progetto, i membri della conferenza dell'aeroporto - uno per ognuno degli undici Comuni dell'Alta Engadina - hanno discusso del preventivo 2027. Secondo Claudio Dietrich, presidente della conferenza dell'aeroporto, la società si trova in una situazione finanziaria molto solida ed è pronta a investire nel progetto aeroportuale. Stando al preventivo, nel 2027 sono previsti investimenti pari a 7,6 milioni.

Malgrado da parte dei rappresentanti comunali siano stati sollevati interrogativi su presunti debiti dell'Infra, i politici hanno approvato il preventivo 2027. L'unico Comune contrario è stato Samedan, proprio la località in cui si trova lo scalo. "Nel consuntivo del 2025 risulta un'eccedenza di debiti contabili, ma non si tratta di debiti effettivi. L'Infra non è indebitata con nessuno", ha chiarito Dietrich interpellato da Keystone-ATS.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni