Per circa quattro mesi i richiedenti di dimora, gli stagionali e i frontalieri provenienti da Stati UE/AELS dovranno presentare un estratto del casellario giudiziale nella Regione Moesa. Una misura di sicurezza "proporzionata", secondo l'Ufficio retico della migrazione e del diritto civile (UMDC).
Il Canton Grigioni reagisce al caso di Roveredo. Nell'operazione internazionale antidroga dello scorso febbraio la polizia aveva arrestato in Francia e in Italia complessivamente sette persone. Quattro di esse, sospettate di legami con la camorra e la 'ndrangheta, avevano un permesso di dimora a Roveredo.
Nel frattempo l'UMDC ha disposto il ritiro del permesso di dimora ai quattro stranieri, ha confermato il capoufficio a Keystone-ATS. La notizia era stata anticipata tempo fa dalla RSI.
In un'intervista all'agenzia Keystone-ATS, il capoufficio Niculin Mosca spiega i motivi dell'introduzione temporanea dell'obbligo del casellario giudiziale in Mesolcina e in Calanca.
Durante la sessione di giugno del Gran Consiglio, il consigliere di Stato Peter Peyer (PS) aveva ventilato per la prima volta l'idea di una soluzione regionale. Come motivazione aveva fatto riferimento alla situazione straordinaria che si presentava nel Moesano. Questa misura è stata introdotta per motivi di sicurezza, visto il rischio esistente nella regione Moesa?
Con questa misura vengono rafforzati in modo mirato gli strumenti già esistenti per contrastare la criminalità organizzata nella Regione Moesa. L'adeguamento temporaneo della prassi ha finalità di sicurezza e prevenzione e fornisce alle autorità ulteriori informazioni per valutare le domande di permesso. La sua efficacia, funzionalità e valore aggiunto saranno valutati alla fine dell'anno.
Spesso è stato detto che la richiesta dell'estratto del casellario giudiziale - come avviene in Ticino già dal 2015 - non rispetta gli Accordi sulla libera circolazione. Questa soluzione regionale è invece conforme al diritto?
Nelle aree particolarmente colpite dalla criminalità organizzata, la richiesta dell'estratto del casellario giudiziale può essere giustificata come misura di sicurezza proporzionata. Essa serve a raccogliere informazioni, affinché le autorità dispongano di un ulteriore elemento per valutare se, nel singolo caso, sussistano motivi di minaccia per l'ordine e la sicurezza pubblici ai sensi dell'articolo 5 dell'allegato I dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone. È importante che la misura sia limitata a una determinata regione, abbia carattere temporaneo e venga verificata regolarmente. Inoltre, un'iscrizione nel casellario giudiziale non deve comportare automaticamente conseguenze sul diritto di soggiorno: è sempre necessaria una valutazione individuale del singolo caso. Alla luce di questi elementi, l'adeguamento temporaneo della prassi è ritenuto giustificabile.
In che modo questa misura può contribuire concretamente alla lotta contro la criminalità organizzata?
Questo provvedimento serve a ottenere maggiori informazioni. Fornisce alle autorità ulteriori elementi per valutare se, nel singolo caso, vi sia una minaccia per l'ordine e la sicurezza pubblici. Allo stesso tempo, la valutazione prevista dovrà mostrare se la misura apporti un reale valore aggiunto e se si dimostri efficace e appropriata.
A metà maggio è stata inoltre introdotta un'autodichiarazione per il rilascio dei permessi di soggiorno. Questa misura rimarrà in vigore?
Sì. Anche questa misura ha finalità di sicurezza e prevenzione. Se nell'autodichiarazione vengono fornite informazioni false, ciò costituisce un'ulteriore base giuridica per revocare un permesso già rilasciato.
L'UMDC sta valutando anche altre regioni nelle quali una soluzione regionale potrebbe essere opportuna?
Al momento la misura viene applicata solo nella Regione Moesa. In una prima fase saranno analizzate le esperienze e i risultati derivanti da questo adeguamento temporaneo della prassi.
Nel comunicato pubblicato ieri c'è scritto che l'Ufficio si aspetta un notevole aumento del carico di lavoro. Sarà necessario aumentare l'organico?
I controlli supplementari comportano un maggiore lavoro di verifica e tempi di elaborazione più lunghi. Il servizio competente dispone già oggi di risorse di personale limitate. Gli effetti concreti sulla durata delle procedure e sulla situazione del personale saranno valutati nell'ambito della verifica prevista alla fine dell'anno.