Grigioni

Richiesta casellario in Mesolcina, Municipio di Roveredo soddisfatto

In caso di rischio per la sicurezza in una regione, si verificheranno i precedenti penali delle persone che hanno fatto richiesta per un permesso B

Tutto parte dal rilascio di permessi di dimora a persone poi arrestate per presunti legami con la mafia
(Ti-Press)
18 giugno 2026
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“Il Municipio di Roveredo accoglie con soddisfazione le recenti decisioni del Governo retico”. L'esecutivo mesolcinese – in una nota inviata alla redazione – si riferisce in particolare alla modifica (a livello regionale) della prassi per concedere i permessi di dimora. Recentemente il consigliere di Stato Peter Peyer (Ps) aveva infatti dichiarato che, nel caso in cui una determinata regione si trovi in una situazione straordinaria nella quale la sicurezza è a rischio, sarà possibile chiedere sistematicamente un estratto del casellario giudiziale alle persone che vogliono stabilirsi lì. Situazione straordinaria come quella del Moesano: ricordiamo che quattro persone arrestate a fine febbraio nell'ambito di un'operazione internazionale contro il traffico di stupefacenti e il riciclaggio di denaro (e sospettate di essere legate alla camorra e alla ’ndrangheta), avevano ottenuto dal Cantone un permesso B per risiedere a Roveredo. Permesso che, almeno in un caso, in precedenza era stato respinto dalle autorità ticinesi proprio a causa dei precedenti penali di uno degli attuali indagati. In Ticino, infatti, da oltre dieci anni viene sistematicamente richiesto il casellario giudiziario a tutti gli stranieri che fanno domanda per un permesso di dimora. Non era invece il caso nei Grigioni: Peyer aveva finora sempre ribadito che tale richiesta sistematica fosse in contrasto con l’accordo sulla libera circolazione delle persone. Ora però la svolta, con la soluzione ‘regionale’ individuata dall’Ufficio retico per la migrazione e il diritto civile (Umdc).

‘Le scelte del Cantone rispecchiano le richieste del Comune’

La differenza di prassi tra Bellinzona e Coira aveva irritato il Municipio di Roveredo che aveva quindi chiesto alle autorità grigionesi di valutare il coinvolgimento della Mesolcina in un progetto pilota volto a lottare contro le infiltrazioni mafiose, ritenendo che nel diritto federale vi fosse margine per possibili valutazioni diverse del rischio a livello cantonale. Domandava in sostanza un cambio di prassi in materia di permessi, con un rafforzamento strutturato dello scambio di informazioni tra Cantoni e procedure formali di coinvolgimento dei Comuni nei casi a rischio elevato. In questo contesto l'esecutivo nella nota ricorda che “in un primo momento tali richieste non avevano trovato pieno accordo da parte dei preposti uffici cantonali; oggi, però, le decisioni assunte a livello retico riprendono proprio quei contenuti e quelle impostazioni. È quindi legittimo affermare che le scelte compiute dal Cantone vanno esattamente nella direzione auspicata dal nostro Comune”. Insomma “il Governo retico merita riconoscimento per aver ascoltato le preoccupazioni dei territori più esposti e per aver avuto il coraggio di correggere la rotta, adottando misure più incisive ed efficaci”. Parallelamente “va riconosciuto il ruolo del Municipio di Roveredo, che ha reagito con prontezza, in modo corretto e pienamente istituzionale di fronte alla situazione che si era creata, assumendosi la responsabilità di sollevare il problema e di indicare soluzioni oggi sostanzialmente fatte proprie dal Cantone”.

‘Adottare le stesse procedure in vigore in Ticino’

Per quanto riguarda i prossimi passi, “il Municipio considera fondamentale che la fase attuativa si basi su un coordinamento stretto tra le autorità cantonali e i Comuni direttamente coinvolti”. Municipio che concretamente ritiene auspicabile “coordinarsi e adottare per quanto possibile le stesse procedure già in vigore presso le vicine autorità del Cantone Ticino, che vantano una lunga esperienza in materia”. In questo contesto l'esecutivo mesolcinese “conferma la propria volontà di restare parte attiva di questo processo, vigilando sull’attuazione concreta delle misure, contribuendo al loro affinamento e mantenendo un dialogo costante e leale con il governo retico e con le forze politiche rappresentate in Gran Consiglio”. E a proposito di prassi ticinese, ricordiamo che recentemente le Camere federali hanno accolto una mozione del deputato democentrista Marco Chiesa, la quale stabilisce che gli stranieri non dovrebbero poter ottenere un permesso di dimora se sono stati condannati in passato per reati gravi, anche all’estero.

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