Grigioni

Roveredo, ‘le naturalizzazioni vanno svolte nei termini previsti’

Il governo bacchetta il Patriziato che aveva rallentato la procedura in segno di protesta contro il rilascio di permessi di dimora a presunti criminali

(Ti-Press)
11 giugno 2026
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“Le procedure di naturalizzazione non possono essere ritardate in maniera generalizzata con l'argomentazione della lotta alla criminalità organizzata”. Lo ha affermato il consigliere di Stato grigionese Peter Peyer a seguito di un incontro odierno a Coira tra rappresentanti del Dipartimento di giustizia, sicurezza e sanità, dell'Ufficio della migrazione e del diritto civile nonché del Comune patriziale di Roveredo. Quest’ultimo, lo ricordiamo, aveva deciso di limitare al minimo l'attività legata alle naturalizzazioni, in segno di protesta contro i permessi di dimora a Roveredo rilasciati a quattro persone sospettate di essere legate alla camorra e alla ’ndrangheta che a fine febbraio erano state arrestate nell'ambito di un'operazione internazionale contro il traffico di stupefacenti e il riciclaggio di denaro. Un rallentamento che non era piaciuto al governo retico, tanto che stava anche valutando un eventuale commissariamento del Patriziato.

Patriziato che durante l'incontro a Coira è stato nuovamente bacchettato: i rappresentatati del Cantone hanno infatti espresso “l'aspettativa che a Roveredo le procedure di naturalizzazione vengano svolte in modo giuridicamente corretto ed entro i termini previsti”, si legge in un comunicato. “I Comuni patriziali devono garantire un'elaborazione differenziata ed efficiente, al fine di non minacciare anche la fiducia nello Stato di diritto”, ha rimarcato Peyer. “Inoltre, il rilascio di un permesso di dimora non si trova in correlazione diretta con la procedura di naturalizzazione. Si tratta di due procedure distinte”, ha aggiunto.

Per quanto riguarda la lotta alla criminalità organizzata, ai rappresentanti del Comune patriziale di Roveredo “sono stati spiegati i compiti dei Comuni, del Cantone, della Confederazione e della società civile in tale contesto”, prosegue la nota. “Al contempo, i rappresentanti del Cantone hanno anche mostrato comprensione per la preoccupazione del Comune patriziale di Roveredo”. Inoltre “le proposte per garantire la sicurezza in relazione al rilascio di permessi di qualsiasi tipo sono state ascoltate e ora confluiranno negli ulteriori lavori del Cantone nell'ambito della lotta alla criminalità organizzata”. Ricordiamo che recentemente il Canton Grigioni ha deciso di modificare la prassi per il rilascio dei permessi di dimora: da metà maggio, i richiedenti devono infatti autodichiarare eventuali precedenti penali o procedimenti in corso. Nel frattempo Coira aveva anche fatto sapere che è stato aperto un procedimento per ritirare il permesso di dimora ai quattro indagati.

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