Un gruppo di cittadini ha lanciato la raccolta firme per rendere la Lingera più accessibile, equa e trasparente per quanto riguarda gli spazi pubblici

Durante il Carnevale di Roveredo gli spazi pubblici dovrebbero essere accessibili a tutti gli interessati, in condizioni eque e non discriminatorie, senza concedere diritti esclusivi che comportino l'esclusione generalizzata di terzi. Inoltre, l'occupazione di questi spazi dovrebbe essere autorizzata in base a criteri di trasparenza, oggettività e proporzionalità. Principi che dovrebbero essere introdotti nella Legge di polizia locale. È quanto chiede, in sostanza, un'iniziativa popolare comunale denominata ‘Carnevaa per tucc’ lanciata lo scorso 23 aprile da un gruppo di cittadini. Per la riuscita sarà necessario raccogliere 150 firme entro il 28 luglio. In altre parole gli iniziativisti vorrebbero “evitare situazioni in cui l’utilizzo di determinate aree porta a escludere in modo generalizzato altre persone”, si legge in un testo da loro redatto. Vorebbero inoltre “fare in modo che chi è interessato – cittadini, gruppi od operatori – possa accedere a condizioni corrette”. Al Comune verrebbe poi affidato il compito di “definire regole chiare, riducendo le zone grigie e quelle decisioni che oggi possono essere percepite come poco trasparenti”.
Richieste che nascono a seguito di un malcontento – “ormai diventato difficile ignorare” – sviluppatosi negli ultimi anni attorno alla Lingera: “Sempre più persone, in contesti diversi e di età diverse, hanno iniziato a esprimere dubbi, perplessità e anche una certa delusione su come viene vissuta la festa”, si legge nel testo degli iniziativisti. In altre parole “c’è chi fatica a riconoscersi pienamente nella festa così com’è oggi, chi si sente un po’ ai margini, e chi semplicemente vorrebbe modalità diverse, più aperte e più condivise”. Al centro delle lamentele vi è in particolare il tema degli spazi pubblici: “Durante le manifestazioni carnevalesche, questi spazi diventano – o dovrebbero diventare – il cuore della vita del paese”. Ma “quando l’accesso non è percepito come equo, o quando qualcuno ha la sensazione di non avere le stesse possibilità di partecipare, si crea una distanza che, con il tempo, rischia di allargarsi, come in parte stiamo già vedendo”. L'obiettivo è quindi quello di “permettere al Carnevale di continuare a crescere, mantenendo però quel carattere aperto e inclusivo che lo rende, da sempre, una festa di tutta la comunità”. Non da ultimo gli iniziativisti tengono a precisare che l'iniziativa popolare “non nasce contro la Lingera come entità. Il lavoro, l’impegno e la passione di chi ha costruito e fatto crescere questo evento sono sotto gli occhi di tutti. La Lingera ha portato energia, partecipazione e visibilità al nostro paese, e questo è un valore che nessuno mette in discussione”.