Grigioni

‘Rilasciati correttamente’ i permessi B a criminali a Roveredo

Il Cantone dei Grigioni precisa che la segnalazione da parte del Ticino è giunta solo dopo il rilascio del permesso. Poi si è lasciato indagare la Fedpol

Decisioni ‘chiare e conformi al diritto’
(Ti-Press)
1 aprile 2026
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L'indicazione del Cantone Ticino relativa a un possibile intreccio criminale è giunta solo dopo il rilascio dei permessi di dimora”. È quanto afferma il Dipartimento di giustizia, sicurezza e sanità dei Grigioni in merito al caso dei permessi B rilasciati a persone – che abitavano a Roveredo – coinvolte in un traffico internazionale di droga e relativo riciclaggio di denaro a favore della mafia italiana. Malgrado questa segnalazione, l'Ufficio retico della migrazione e del diritto civile (Umdc), ha deciso di non revocare il permesso al 52enne (rifiutato dal Ticino) con precedenti penali non di poco conto, per non “compromettere le indagini in corso della fedpol”. Ufficio federale di polizia che, tra l'altro, si era a sua volta rivolto all’Umdc “in un momento in cui il permesso era già stato rilasciato”. Insomma il Cantone dei Grigioni ha accertato che le decisioni dell'Umdc “erano chiare e conformi al diritto” e che di conseguenza i permessi di dimora sono stati “rilasciati correttamente”. Inoltre, nel caso in questione, “grazie alla buona collaborazione a livello nazionale e internazionale, è stato possibile condurre con successo un'azione contro la criminalità organizzata”.

Ricordiamo che la notizia dell'arresto in Francia e in Italia da parte dell’Europol a fine febbraio di quattro persone, che risiedevano a Roveredo, nell'ambito di un'operazione internazionale antidroga ha generato parecchia perplessità e malumore nel Comune mesolcinese. Soprattutto per il fatto che un 52enne con precedenti penali era stato rifiutato (proprio per questo motivo) dal Ticino, prima di ottenere invece un permesso di dimora dalle autorità grigionesi. Il Municipio, in una presa di posizione, aveva dunque chiesto al governo retico di chiarire quali criteri sono stati applicati nel caso specifico, di verificare se le procedure interne per l’analisi dei precedenti penali e dei rischi di criminalità organizzata siano realmente adeguate e di rafforzare “il coordinamento con gli altri Cantoni”, in particolare quelli di confine come il Ticino. E alcuni chiarimenti nel frattempo sono quindi giunti.

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