ROVEREDO

Coira conosceva i precedenti, era stata avvisata dal Ticino

Lo afferma la Nzz am Sonntag in relazione agli arresti per mafia di quattro stranieri ai quali era stato concesso il permesso di risiedere in Mesolcina

15 marzo 2026
|

Le autorità grigionesi erano a conoscenza del sospetto di attività mafiosa del 52enne italiano residente a Roveredo e arrestato qualche settimana fa in un’indagine condotta da Europol. Lo sapevano in quanto avvisate dal Ticino. Ciò nonostante, gli è stato concesso un permesso B grazie al quale si è stabilito a Roveredo. È quanto sostenuto dalla Nzz am Sonntag nella sua edizione di oggi. Il giornale zurighese si è chiesto per quali motivi sia stato possibile per l’uomo vivere indisturbato in Mesolcina e come mai il Comune non sia stato avvisato in merito alle informazioni ricevute da Bellinzona. Interrogato in merito, Peter Peyer, direttore del Dipartimento di giustizia, sicurezza e sanità, si è limitato a rispondere che “stiamo verificando come sia stata concessa l’autorizzazione e se vi sono state delle irregolarità”.

Dal canto suo, il vicesindaco di Roveredo, Decio Cavallini, che già si era espresso in maniera molto decisa nei confronti delle autorità cantonali, ha espresso alla Nzz am Sonntag la sua preoccupazione: “Non è nostra intenzione diventare un paradiso per la mafia e una copertura per le attività criminali”.