Infra e Rega hanno firmato il contratto per il diritto di superficie; l'Ufficio federale dell'aviazione civile ha approvato. Un ricorso sul voto del 17 agosto è pendente al Tribunale federale
La costruzione dell'eliporto per la Rega, Swiss Helicopter e Heli Bernina può continuare. Secondo un comunicato odierno la società proprietaria dell'infrastruttura (Infra) e la Guardia aerea svizzera di soccorso (Rega) hanno firmato il contratto per il diritto di superficie. Anche l'Ufficio federale dell'aviazione civile ha dato luce verde.
"Insieme abbiamo trovato una soluzione che soddisfa sia i requisiti giuridici che le esigenze di tempo della Rega", ha dichiarato il presidente della Commissione di gestione dell'Infra, Mario Cavigelli, citato in un comunicato.
La sostituzione del capannone odierno della Rega vicino all'aeroporto più alto d'Europa è necessaria, dato che è inadeguato per ospitare la nuova flotta, che entrerà in servizio nei prossimi anni.
Secondo Infra il passo odierno è vantaggioso per entrambe le parti: la Rega non perde tempo e può così portare a termine l'eliporto. Infra, assieme alla Guardia aerea svizzera di soccorso, compie un passo avanti verso la ristrutturazione completa dello scalo.
La firma dei documenti consente l'inizio dei lavori ordinari per la nuova infrastruttura. Il cantiere a Samedan era in effetti stato inaugurato già il 15 ottobre. Il primo colpo di piccone aveva però fatto infuriare Infra, secondo cui vari accordi non erano ancora stati firmati.
Il contratto per il diritto di superficie contiene anche una clausola sull'impegno eventuale per ristabilire la situazione antecedente l'inizio dei lavori. Un obbligo che potrebbe essere attivato nel caso il ricorso in materia di diritto di voto annullasse la votazione del 17 agosto scorso.
Allora la popolazione aveva accettato il progetto di ammodernamento dell'aeroporto per 68,5 milioni di franchi. Ma secondo un cittadino la documentazione di voto non forniva agli elettori informazioni "oggettive, equilibrate, complete e imparziali". A fine novembre il Tribunale d'appello grigionese aveva respinto il ricorso, che è ora pendente al Tribunale federale.