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Oltre alla ricucitura del centro paese sono anche previsti un parco fluviale e un centro sportivo regionale
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Grigioni
 
25.11.2021 - 05:200
Aggiornamento : 15:06

Il futuro di Roveredo passa dalla nuova pianificazione locale

Entro il 20 dicembre la popolazione potrà inoltrare al Comune domande e osservazioni relative alle linee guida per lo sviluppo territoriale

La ricucitura del centro paese, dopo lo smantellamento del tratto di A13, non è l’unico progetto che caratterizza il futuro di Roveredo. Nell’ambito della revisione totale della pianificazione locale sono infatti anche previsti, ad esempio, un parco fluviale, una quota parte di un centro sportivo regionale e l’ampliamento delle scuole elementari in Riva.

Votazione popolare entro la fine del 2023

Recentemente il comune grigionese ha organizzato una serata pubblica, durante la quale sono state presentate le linee guida per lo sviluppo territoriale. Una serata che ha permesso di aggiornare la popolazione, che ora può inoltrare le proprie domande e osservazioni alla cancelleria comunale entro il 20 dicembre. L’incontro «è stato accolto in modo positivo dai cittadini», afferma a ‘laRegione’ il municipale Moreno Lussana, capodicastero Territorio, Pompieri, Militare e Protezione Civile. Già in questa occasione «sono state poste domande mirate e costruttive, di cui terremo conto». Questo appuntamento pubblico è stato un passo obbligato nell’iter che porterà alla revisione della pianificazione locale: «Una volta analizzate le domande e le osservazioni ricevute per iscritto – precisa Lussana –, il Municipio e la Commissione della pianificazione elaboreranno le linee guida definitive, che dovrebbero poi essere presentate al Cantone entro settembre del 2022. In seguito la revisione della pianificazione locale sarà sottoposta a votazione popolare entro fine del 2023», termine entro il quale deve essere adattata alla legislazione federale e cantonale.

Tra punti forti debolezze

Concretamente, alla popolazione è stato presentato il documento intitolato ‘Roveredo - Linee guida di sviluppo territoriale’ elaborato da Studi Associati Sa di Lugano. Documento (reperibile anche sul sito roveredo.ch) nel quale vengono, in particolare, illustrati i punti di forza e quelli deboli, così come tre possibili scenari per il futuro della località mesolcinese e i relativi obiettivi strategici. Come punti di forza si citano ad esempio “una posizione centrale nella Mesolcina vicino a Bellinzona, e ben connessa con le aree metropolitane”; “poco traffico” o un potenziale “per attività di nicchia per il turismo sostenibile”. Fra le debolezze spiccano invece le aree edificabili limitate “per l’artigianato, il commercio e nuove aziende di servizi”; il livello “relativamente basso” dell’offerta del trasporto pubblico; le “poche” attività di svago o la scarsa presenza di “infrastrutture turistiche (soprattutto posti letto)”. Inoltre, stando al documento datato luglio 2020, “rimane tutta da sviluppare la rete della mobilità lenta”. In questo caso, tuttavia, recentemente «è stato fatto un enorme passo avanti – sottolinea Lussana – con l’approvazione da parte dei cittadini di Roveredo, San Vittore e Grono della pista ciclabile» di 6,6 chilometri prevista lungo il tracciato della ex Ferrovia retica. E questo dimostra che Roveredo e la regione «si sta sviluppando, indipendentemente dalla revisione della pianificazione locale».

Un centro regionale, abitativo e turistico

I tre scenari futuri vedono Roveredo come un “centro produttivo della Città Ticino”, come un “centro regionale” e/o come un “centro abitativo e turistico”. Nel primo caso “Roveredo riesce ad affermarsi come centralità nell’agglomerato di Bellinzona attirando, oltre a residenti, anche posti di lavoro e servizi”. Nel secondo scenario la località mesolcinese diventa “un quartiere residenziale attrattivo”, cercando “di attirare i servizi pubblici per tutta la valle”. Insomma, l’obiettivo sarebbe quello di “offrire abitazioni per un’ampia gamma della popolazione che si reca principalmente a lavorare nell’agglomerato di Bellinzona”. Nel terzo caso “Roveredo cura le sue eccellenze territoriali e sviluppa il territorio comunale creando nuovi elementi di qualità paesaggistica e urbanistica”. Ovviamente questi scenari possono essere combinati: nel documento si auspica in particolare di puntare sul secondo e il terzo: “Roveredo centro abitativo e turistico, che rafforza il suo ruolo di centro regionale, scartando uno sviluppo incentrato sull’industria”. E infatti gli obiettivi strategici vanno proprio in questa direzione: “Questo quadro descrive gli obiettivi pianificatori per la creazione di servizi, attività di tempo libero e svago di prossimità, al fine di posizionare Roveredo quale comune attrattivo per la residenza nel verde e il lavoro in nuove aziende innovative, sfruttando inoltre il potenziale della ricucitura del paese”.

Approvato il Piano d’area per la ricucitura

Proprio per il progetto immobiliare del gruppo Alfred Müller Ag, nell’ambito della ricucitura, «nelle scorse settimane è stato fatto un passo avanti», precisa Lussana: il Municipio ha infatti «approvato il Piano d’area», uno strumento fondamentale per poter dare avvio alla progettazione definitiva. Quest’ultimo sarà quindi presentato al Cantone che deve approvarlo: «Si tratta di una formalità, quindi i preparativi per la domanda di costruzione saranno verosimilmente avviati entro la metà dell’anno prossimo». È pure «stato avviato il Piano d’area per il tronco di strada collettrice che dalla zona ex Gufo porta alla zona Cioldina, per poi raccordarsi con il ponte Sassello, di prossima costruzione», aggiunge il municipale. Oltre a ciò vi sono altri progetti che si stanno concretizzando: «Stiamo portando avanti l’idea di realizzare un parco fluviale lungo la Moesa. Siamo ancora in una fase piuttosto embrionale e deve ancora essere definita la zona esatta dove sarà realizzato». D’altro canto si stanno anche facendo passi avanti verso «un centro sportivo diffuso: un progetto nel quale sono coinvolti anche i comuni di San Vittore e Grono». Progetti che, tuttavia, prima di essere portati a termine, devono essere approvati dai cittadini e superare l’ostacolo di eventuali ricorsi. In ogni caso, «l’intenzione è quella di realizzarli nella prossima legislatura che inizierà nel 2023», conclude Lussana.

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