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Il palazzo comunale di San Vittore, dove non tutto sembra filare liscio (Ti-Press)
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14.06.2021 - 05:300
Aggiornamento : 10:42

A San Vittore due nuovi municipali, una querela e un ricorso

Clima molto teso: la sindaca ha denunciato un membro della Gestione, mentre un altro membro si è rivolto al Tribunale amministrativo sul dossier scuola

A San Vittore la nuova legislatura iniziata il 1° gennaio ha già conosciuto un importante scossone istituzionale, sfociato nelle dimissioni primaverili delle municipali Pasqualina Cavadini (già vicesindaca nella passata legislatura) e Cornelia Zgraggen. Dimissioni seguite ieri dall’elezione del 28enne Michele Marveggio (in precedenza consigliere comunale a Quinto, dove la madre Daniela è pure municipale) e di Elena Pizzetti Canato, in passato già candidata all'Esecutivo di San Vittore. Ai due sono andati rispettivamente 171 e 138 voti. Nulla da fare invece per la terza candidata Ursula Zanetti, già supplente municipale, che ha raccolto 83 preferenze. La partecipazione al voto è stata del 50,7%. Così facendo torna al completo l’Esecutivo guidato dalla sindaca Nicoletta Noi-Togni affiancata dal vicesindaco Flavio Raveglia e dalla municipale Margherita Gervasoni. Raveglia, eletto tacitamente lo scorso autunno nell’unica lista allora presentata con la denominazione Indipendenti, ha nel frattempo preso le distanze rivendicando la propria appartenenza liberale-radicale.

L'assemblea della rottura

L’elezione s’inserisce in un clima di crescente tensione chiaramente emerso durante l’Assemblea comunale del 6 aprile quando Raveglia (responsabile del Dicastero finanze) parlando di «perdite non giustificate e costi eccessivi» ha presentato un messaggio di minoranza del Preventivo 2021 col quale ha chiesto di respingere integralmente la versione elaborata dalla maggioranza dell’Esecutivo con un disavanzo di 324’700 franchi. Proposta fatta dopo avere evidenziato di aver subìto dalle colleghe nei primi quattro mesi di attività «attacchi sleali e assurdi» per essersi distanziato da decisioni che riteneva inadatte. Alla fine l’Assemblea, dopo un dibattito fiume, ha tuttavia optato a maggioranza per una terza versione, ossia la via di mezzo elaborata dalla Commissione di gestione con un disavanzo ridotto a 250mila franchi.

Diffamazione, calunnia e violazione del segreto d'ufficio

Assemblea dai toni accesi che ha lasciato degli strascichi. Uno – ha appreso la ‘Regione’ – è rappresentato dalla querela penale che la sindaca ha depositato a titolo personale nei confronti del membro della Commissione di gestione, Kilian Bai, per i reati di diffamazione, calunnia e violazione del segreto d’ufficio. A Nicoletta Noi-Togni non è andato giù che nell’ambito della richiesta (poi bocciata dall’Assemblea) d’istituire una commissione speciale incaricata di verificare la gestione delle risorse umane del Comune, Bai abbia aggiunto la possibilità di proporre da parte della stessa, se necessario, anche “soluzioni per il ripristino dello Stato di diritto”. Il quale, a mente della sindaca, non è invece mai venuto meno. Perciò il fatto che un membro della Gestione si sia espresso pubblicamente in questi termini l’ha indotta – dopo essersi consultata con il legale del Comune, l’avvocato Andrea Toschini – a chiedere una verifica della Procura cantonale. Quanto alla violazione del segreto d’ufficio, la sindaca ritiene che Bai durante la medesima Assemblea abbia diffuso informazioni sensibili sull’evoluzione dei salari nell’Amministrazione comunale legata ai pensum lavorativi e ai cambi di funzioni. Tema sul quale la sera del 6 aprile si è scatenato un intenso botta e risposta in sala, sfociato nella votazione che con 49 sì, 11 no e 10 astenuti ha accolto la proposta di sospendere gli aumenti salariali e i pensum lavorativi finché verranno effettuate opportune verifiche.

Osteggiati credito e commissione per la nuova scuola

Una seconda conseguenza del clima teso in questo primo scorcio di legislatura quadriennale è il ricorso interposto al Tribunale amministrativo cantonale dal membro della Commissione di gestione Remo Storni contro due decisioni assembleari: quella del 18 maggio di destinare 400mila franchi – come richiesto dal Municipio e come avallato con 55 sì e 17 astenuti – all’allestimento del progetto definitivo per la realizzazione della nuova scuola; e quella del 1° giugno (25 voti contro 19) di non volere una commissione con poteri esecutivi, da lui proposta a nome della Gestione, per assistere il Municipio nella realizzazione delle nuove scuole, ma di optare per una commissione di puro accompagnamento dell’Esecutivo, così come suggerito dal direttore scolastico Manuel Atanes. La commissione ad hoc caldeggiata dalla Gestione considerando il Municipio incapace di portare avanti progetti importanti, avrebbe dovuto “gestire e verificare la realizzazione delle nuove infrastrutture scolastiche comunali, come per esempio le prestazioni specialistiche, i costi, le questioni tecniche”. In altre parole, veniva aggiunto, avrebbe dovuto “gestire l’insieme dell’opera, ossia trattative onorari, controllo incarichi, verifica procedura per concorsi e delibere, preavvisi di pagamento, controllo lavori ecc”. Tutto ciò sostituendosi de facto completamente al Municipio nel proprio compito esecutivo, ciò che la popolazione presente in assemblea non ha voluto che accadesse.

Roveredo non è lontano

In tutti i casi il clima a San Vittore è rovente e sembra quasi di assistere alle beghe – di carattere politico, partitico e anche molto personale – del confinante Comune di Roveredo dove il Cantone ha ritenuto opportuno procedere a due riprese con il commissariamento della funzione di sindaco, commissariamento tutt’oggi in vigore. Dal canto suo Nicoletta Noi-Togni, interpellata al riguardo dalla redazione, preferisce non commentare e dichiara di sentirsi tranquilla avendo peraltro finora sempre messo al corrente delle varie problematiche l’Ufficio cantonale dei Comuni e avendo sempre sottoposto i conti comunali ad annuale revisione da parte dell’apposito ufficio che li ha sempre ritenuti gestiti correttamente.

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