Norma Ferrari Conconi, municipale di Biasca e capodicastero Polizia, smorza i toni della polemica e comunque invita le Ffs a un maggior controllo

“Non aspettiamo che le stazioni ticinesi diventino il Bronx!”. “Quali misure concrete per proteggere la popolazione?”. Sono allarmistici i titoli delle due interrogazioni presentate al governo poche ore dopo l’aggressione subita a Biasca da un 21enne per mano di un 17enne che lunedì pomeriggio, in pieno giorno, lo ha accoltellato all’addome in via Bellinzona ferendolo gravemente. Grazie alle indicazioni fornite dalla vittima (i due si conoscevano) e da una testimone che si trovava in zona, il minorenne dimorante di nazionalità siriana è stato ben presto intercettato dagli agenti nella palazzina di via Quinta in cui abita, a soli cento metri dal luogo della lite sfociata nel ferimento. La vicina stazione ferroviaria non viene citata nel comunicato della Polizia cantonale, che semmai evidenzia il ruolo avuto dalla Polizia dei trasporti come supporto nella fase degli accertamenti.
Quanto accaduto evidentemente interroga i biaschesi, come succede abbastanza regolarmente in altri centri del cantone, visto che le stazioni sono notoriamente luoghi di incontro, arrivi e partenze e da mesi se ne sente parlare sempre più spesso a seguito di episodi di vario genere. Sicurezza a rischio? Interpellata da ‘laRegione’, la municipale di Biasca Norma Ferrari Conconi, capodicastero Polizia, smorza i toni e rileva che «la situazione attorno alla stazione non appare affatto problematica come qualcuno vuole dipingerla. Certo, essendo un luogo frequentato quotidianamente da centinaia di persone e viaggiatori, richiede il necessario grado di attenzione. E forse la Confederazione proprietaria potrebbe fare qualcosa di più. La nostra polizia monitora tutti i luoghi sensibili e posso assicurare che nei pressi della stazione non avevamo finora vissuto episodi analoghi e quello accaduto lunedì, o altri comportamenti che potessero indicare la presenza di una situazione allarmante, o critica a tal punto da dover temere il peggio». Il ferimento di un giovane avvenuto lungo la strada cantonale «è scioccante e drammatico, ma credo s’inserisca in quella che è l'attuale realtà ticinese, svizzera, europea. Penso in particolare anche alle strutture familiari e ai modelli educativi. Ad ogni modo quanto accaduto deve spingerci a riflettere, a non abbassare la guardia e a continuare con i controlli preventivi».
Ti-PressLa municipale Norma Ferrari Conconi