Bellinzonese

Arrestato un 17enne per l’accoltellamento di Biasca

È un siriano dimorante ed è accusato di aver tentanto di uccidere il 21enne ferito gravemente all’addome durante un litigio. La vittima è fuori pericolo

Arrestato un 17enne per l’accoltellamento di Biasca
Il luogo del fattaccio
(Rescue Media)
6 ottobre 2026
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C'è un probabile colpevole per il fatto di sangue verificatosi ieri pomeriggio a Biasca, dove un 21enne italiano della Leventina è finito in gravi condizioni all'ospedale dopo essere stato accoltellato in via Bellinzona, vicino alla stazione. La Magistratura dei minorenni e la Polizia cantonale comunicano di aver arrestato un 17enne siriano dimorante in Riviera. “Stando a una prima ricostruzione e per cause che l'inchiesta dovrà stabilire, è scoppiata una lite”, viene specificato in un comunicato. Nel corso dell'alterco il 21enne “è stato colpito con un'arma bianca riportando una grave ferita all'addome che ha reso necessario il suo trasporto in ospedale”. Secondo quanto riferito dai medici, “la sua vita non è più in pericolo”.

Gli accertamenti e le ricerche effettuati, con il supporto della Polizia dei trasporti, hanno portato in seguito al fermo del 17enne. Al termine degli interrogatori è stato disposto il suo arresto. Le ipotesi di reato nei suoi confronti sono di tentato omicidio, subordinatamente di lesioni gravi e lesioni semplici. “Gli approfondimenti per ricostruire l'esatta dinamica dei fatti e chiarire le responsabilità proseguono”. Stando a nostre informazioni, ricordiamo, una donna subito dopo l'aggressione avrebbe visto due giovani scappare a piedi. In serata Ticinonline ha poi diffuso la notizia secondo cui la vittima, durante le fasi di soccorso, sarebbe riuscita a fare i nomi degli aggressori e che due giovani sarebbero stati intercettati dalla polizia, fermati e interrogati. Stamane, infine, la conferma da parte degli inquirenti che un 17enne è stato in effetti arrestato. Non è dato sapere se in effetti sia coinvolto o meno un secondo giovane. Nella nota stampa non se ne fa cenno e il Servizio comunicazione della PolTi, da noi interpellato, si attiene alle comunicazioni ufficiali.

Domande al governo

Intanto è la politica a farsi sentire. Il granconsigliere biaschese del Plr Omar Terraneo in un'interrogazione al governo evidenzia che “negli ultimi mesi si stanno susseguendo con una frequenza che non può lasciare indifferenti episodi di violenza, aggressioni, liti e situazioni di forte disagio nelle stazioni ferroviarie e nelle aree circostanti dei principali centri. Liti, aggressioni, comportamenti molesti e ripetuti interventi delle forze dell’ordine. Non possiamo accettare che le stazioni diventino progressivamente delle zone franche nelle quali il cittadino debba sentirsi insicuro o evitare di transitare durante determinate fasce orarie. La sicurezza reale e quella percepita sono entrambe elementi essenziali della qualità di vita del nostro cantone”. Fra le domande poste, il deputato chiede se emerga effettivamente un peggioramento della situazione o se vi sia soprattutto un aumento della percezione di insicurezza da parte della popolazione; se il CdS ritiene sufficiente l’attuale presenza delle forze dell’ordine nelle stazioni, in particolare nelle ore serali e notturne; se s'intende elaborare una strategia cantonale specifica per la sicurezza nelle stazioni e nei principali nodi del trasporto pubblico.

A nome della Lega il deputato e coordinatore Daniele Piccaluga si sofferma sulla sicurezza della popolazione, sulla prevenzione della violenza giovanile e sull’efficacia dei controlli nei confronti delle persone ammesse a soggiornare nel nostro Paese. Chiede perciò dettagli sul 17enne arrestato, e meglio se i servizi sociali e le autorità fossero al corrente di suoi eventuali comportamenti violenti. Seguono altre domande volte a comprendere la gestione dei giovani stranieri nell'ambito dell'asilo, il coordinamento fra le autorità e le risorse a disposizione di polizia e giustizia minorile.

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