Rispondendo a due interrogazioni il Municipio chiarisce questioni relative ad accesso delle scolaresche, capacità massima e promozione della salute

Questioni di sicurezza, che, stando al Municipio di Bellinzona, al Bagno pubblico è garantita nel rispetto della base legale attuale. Sia per quanto riguarda la capacità, sia per la sorveglianza in generale. Il sedime può infatti “contenere in tutta sicurezza – anche sanitaria – fino a 3'500 utenti” e “le procedure in essere garantiscono che questo numero non venga superato”. In questo contesto Bellinzona Sport (che gestisce la struttura) “è legittimato a predisporre e adottare regole in materia di entrata, rispettivamente di uscita, e implementare nuove misure di controllo o regole di comportamento”. Lo afferma l'esecutivo rispondendo a due interrogazioni, una presentata lo scorso giugno dai consiglieri comunali del Partito comunista – a nome dell’Unità di sinistra – Massimiliano Ay e Alessandro Lucchini, i quali segnalavano che i liceali con i relativi docenti non potevano più entrare dal cancello posizionato a sud del sedime, proprio di fronte all'istituto, ma dovevano necessariamente passare dalla cassa principale. L'altra, presentata a inizio luglio da Elisa Chiapuzzi (Verdi/Fa) – cofirmatarie Sara Nisi e Lorenza Röhrenbach – chiedeva lumi sulla capacità massima, sulla qualità del sedime e sulla politica di promozione della salute.
Per quanto riguarda l'accesso al Bagno pubblico da parte degli allievi, a inizio settembre ‘laRegione’ aveva già fornito risposte: l’obbligo per le scolaresche di entrare e uscire dalla cassa principale era stato voluto e deciso da Bellinzona Sport per garantire sicurezza e tracciabilità delle presenze, che in talune giornate possono ammontare a più centinaia di giovani. Decisione che aveva però portato i docenti di educazione fisica delle scuole medie e medie superiori della zona a non più utilizzare la struttura durante le settimane di settembre, in segno di protesta. Rispondendo ai consiglieri comunali comunisti, il Municipio ribadisce che le regole relative all’entrata e all'uscita – come altre misure – dispongono “di una base legale sufficiente, hanno un chiaro interesse pubblico preponderante, sono proporzionate e facilmente eseguibili”. Permettono inoltre di evitare di avere persone non annunciate all'interno del sedime, dopo le lezioni scolastiche (nel caso, è necessario possedere un titolo d'ingresso valido): infatti “a inizio stagione, a seguito di una verifica delle procedure, erano emerse irregolarità nel sistema di notifica in vigore fino alla stagione precedente, creando pertanto una situazione di mancato controllo delle presenze”. In questo contesto l'esecutivo precisa poi che “già precedentemente i docenti dovevano in ogni caso salire in cassa a notificare il numero degli allievi e il nominativo del docente – obbligo che, tuttavia, non veniva assolto sistematicamente”.
Anche Chiapuzzi nella sua interrogazione sollevava il tema della sicurezza, in particolare però per quanto riguarda la grande affluenza registrata durante alcune giornate estive. Ricordiamo che recentemente Bellinzona Sport ha stilato un bilancio della stagione appena trascorsa: quasi 100mila entrate (circa 20mila in più rispetto all'estate 2025) con un picco di 2'648 ingressi registrati domenica 21 giugno. Numeri che non preoccupano il Municipio, visto che il sedime può “ospitare contemporaneamente” fino a 3’500 persone. La consigliera comunale segnalava inoltre un tappeto erboso fortemente deteriorato in alcuni punti e la mancanza di sufficienti zone ombreggiate. A questo proposito l'esecutivo afferma che al momento la presenza di zone d'ombra “sia comunque buona” e che il manto erboso “sia generalmente in eccellenti condizioni”. Chiapuzzi chiedeva inoltre lumi sull'offerta di ristorazione (visto che vi è pure un fast food) e sulla presenza di distributori di sigarette. Più precisamente si domandava se tali offerte fossero in linea con le politiche di promozione di un’alimentazione equilibrata e di salute pubblica. Il Municipio spiega che il Bagno pubblico offre “menu per sportivi, poveri di grassi e con presenza di carboidrati, legumi, verdure, proteine sia animali che vegetali”, in linea con quanto richiesto nel bando di concorso. Per quanto riguarda il fumo “si è ritenuto che la possibilità per i soli maggiorenni di acquistare prodotti del tabacco costituisse un servizio”. Prodotti che tra l'altro “sono regolarmente commercializzati in chioschi, esercizi pubblici e punti vendita accessibili anche a famiglie e minorenni”.