Bellinzonese

Rinvio A2-A13 e altra consultazione, ‘un gioco dell’oca?’

Il consigliere nazionale Simone Gianini interpella il Consiglio federale sulle ultime decisioni e sul posticipo agli anni 50 dell’atteso collegamento

Rinvio A2-A13 e altra consultazione, ‘un gioco dell’oca?’
Le due varianti nord e sud
30 settembre 2026
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“Cos'è ancora necessario perché anche l’Ufficio federale dell'ambiente (e/o chi deve decidere a livello superiore) convalidi il tracciato di sponda sinistra già progettato come ‘indispensabile e senza valida alternativa’?”. È solo una delle sette domande che il consigliere nazionale Simone Gianini (Plr) rivolge con un'interpellanza al Consiglio federale nel tentativo di capire i reali motivi che stanno a monte della decisione di avviare un'altra consultazione, in corso da questa settimana e per la durata di un mese, sul collegamento veloce del Locarnese alla rete autostradale. Consultazione che mette a confronto la variante sud Camorino-Quartino, condivisa e accettata a tutti i livelli tranne che dall'Ufam per motivi paesaggistici, con la variante nord Sementina-Riazzino che piace solo all'Ufam in quanto non invaderebbe in nessun punto il paesaggio palustre d'interesse nazionale protetto dalla Costituzione.

‘Zona palustre 260’, questa la denominazione esatta, sebbene sia in realtà un prato golenale, che a Quartino verrebbe sovrastata dal nuovo viadotto da realizzare accanto a quello vecchio (che pure sovrasta la Zp260) da mantenere per il traffico locale, agricolo e lento. Una soluzione, come abbiamo già scritto a più riprese, che beneficerebbe di una compensazione ambientale diretta nelle immediate vicinanze, ossia la completa rinaturazione del tratto finale (2 km) delle due sponde del fiume Ticino. Ciò che non sembra bastare, par di capire, all'Ufam. Da qui l'atto parlamentare di Gianini, anche considerando che lo svincolo completo a Sementina, qualora si facesse la variante nord che piace solo all'Ufam, impatterebbe a sua volta parecchio su agricoltura, parco fluviale, golena, zone di svago e area abitata. Ciò che preoccupa le autorità di Bellinzona, come dichiaratoci dal municipale Mattia Lepori.

Il Locarnese, ricorda Gianini, è l'unico agglomerato urbano a non essere ancora allacciato all’autostrada. Le strade di accesso si sviluppano attraverso gli abitati con criticità oramai strutturali: “Dopo la progettazione iniziata dal Cantone oltre dieci anni fa e affinata negli ultimi sei dall’Ufficio federale delle strade (Ustra), forte sin dalla scelta del tracciato in galleria sulla sponda sinistra di ampissimo consenso, rispettivamente dell’alta priorità sancita nel Rapporto Weidmann, ne era attesa l'inclusione quale dato acquisito nel Piano settoriale dei trasporti (Sin) e l'approvazione in vista della realizzazione. Invece nel Sin 2027 ora in consultazione è stata inserita, sembra su richiesta dell’Ufam, anche una variante su sponda destra, mentre nell’avanprogetto Trasporti ’45, pure in consultazione, la realizzazione è stata rinviata a dopo il 2045, pur con l’indicazione che potrebbe essere anticipata in base alla maturazione dei progetti previsti prima. L’impressione – annota Gianini – è ciò che nella cultura ludica italiana si chiama gioco dell’oca”.

Le domande poste

Da qui alcune domande al Consiglio federale volte a capire perché l’Ufam avrebbe ora chiesto d'inserire nel Sin un altro tracciato, visto che la valutazione delle varianti era già stata fatta. Nel dettaglio, “cosa è emerso dal confronto fra le varianti di sponda sinistra e destra con riguardo a conflitti infrastrutturali e con zone agricole, inserimento paesaggistico, volumi di traffico ed efficacia funzionale?”. Malgrado il passaggio obbligato nella Zp 260 già oggi attraversata, “risulta che, semmai con misure compensatorie, il progetto su sponda sinistra migliorerebbe la situazione naturalistica?”. E più in generale, spostandoci a Berna: “In che misura la discussione tra gli Uffici del Dipartimento federale ambiente, trasporti, energia e comunicazioni (Datec) ritarda la progettazione, l’approvazione e la realizzazione dell’opera?”. Guardando a quanto sin qui predisposto, Gianini chiede anche se all’interno del Datec e dell’Ufam siano tutti a conoscenza dell’iter decennale che ha portato alla progettazione del tracciato su sponda sinistra “e che questo gode del consenso degli enti locali, del Cantone e dei partecipanti al gruppo di accompagnamento coinvolti dall’Ustra?”. E in definitiva, “perché s'intende rinviare la realizzazione a dopo il 2045, malgrado per il Rapporto Weidmann sia prioritaria? È un'intenzione ancora modificabile?”.

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