Bellinzonese

Tentato omicidio a Giubiasco: condanna confermata ma pena ridotta

La Corte d'appello e di revisione penale ha sposato la sentenza di primo grado. L'imputato aveva ferito al collo un uomo con almeno due colpi di coltello

3 settembre 2026
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La Corte d'appello e di revisione penale (Carp), presieduta dal giudice Angelo Olgiati (giudici a latere Ilario Bernasconi e Matteo Galante), ha ritenuto colpevole di tentato omicidio per dolo eventuale un 50enne siriano e gli ha inflitto una condanna a 3 anni e 8 mesi di carcere (due mesi in meno rispetto alla sentenza di primo grado), l'obbligo di un trattamento ambulatoriale da eseguirsi già in sede di espiazione della pena e l'espulsione dalla Svizzera per una durata di otto anni (l'imputato aveva già espresso la volontà di far rientro in Siria), con segnalazione nel Sistema d'informazione di Schengen. La Carp lo ha invece prosciolto dall'accusa di tentata coazione e nella commisurazione della pena ha tenuto conto di una scemata responsabilità di grado medio.

I fatti in questione risalgono al 28 dicembre 2024, quando l'uomo, richiedente asilo residente in uno stabile di Viale Stazione a Giubiasco, infastidito dal rumore provocato dal suo compagno di appartamento e da un terzo uomo che abitava in un altro alloggio dello stesso stabile, è uscito dalla sua camera e con un coltello dalla lama di cinque centimetri ha sferrato almeno due colpi al collo del terzo uomo, ferendolo per fortuna non in maniera seria. Il 50enne, per altro, aveva affermato di essersi soltanto difeso e che le ferite al volto l'uomo se le era autoinferte con una forchetta raccattata dal lavandino durante la colluttazione. Una tesi alla quale né il tribunale di prima istanza, né la Carp hanno creduto. In sede di revisione processuale, il procuratore pubblico Pablo Fäh aveva richiesto la conferma della sentenza emessa dalla corte delle Assise criminali, mentre la difesa, patrocinata dall'avvocato Valentina Nero, si era battuta per la derubricazione del reato a lesioni semplici (o gravi) con oggetto pericoloso.

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