BELLINZONA

Nuova struttura modulare per eventi: dubbi e perplessità

La Consigliera comunale Maura Mossi Nembrini (Più Donne) interroga il Municipio su un bando di concorso che ritiene essere lacunoso

28 agosto 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

La consigliera comunale Maura Mossi Nembrini (Più Donne) interroga il Municipio di Bellinzona sul concorso di progetto, aperto il 27 luglio scorso, per una nuova struttura modulare destinata agli eventi nello spazio pubblico, con un investimento massimo di 600'000 franchi. Il progetto prevede un modulo di circa 50 metri quadri, aggregabile fino a 500 metri quadri.

L’obiettivo di dotare la Città di una struttura flessibile e riutilizzabile può essere interessante, ma l’impostazione del concorso solleva, secondo l’interrogante, numerosi interrogativi. Una prima questione riguarda la base normativa del bando. Il documento richiama disposizioni del RlcPubb e il Regolamento Sia 142 nella versione del 2009, nonostante nel frattempo siano intervenuti aggiornamenti. Mossi-Nembrini chiede quindi al Municipio di chiarire quale quadro normativo sia stato effettivamente applicato e a quale versione della Sia 142 si riferisca l’attestazione di conformità dello scorso 22 luglio.

Altre domande riguardano il costo e il mandato professionale: come sono stati calcolati i 600'000 franchi? Si tratta dell’intero investimento prevedibile oppure di una prima realizzazione, alla quale potrebbero seguire ulteriori moduli? E su quali basi è stata ritenuta possibile un’assegnazione diretta dell’incarico?

Mossi Nembrini mette inoltre in discussione la scelta di partire già da una soluzione modulare standardizzata. Un concorso dovrebbe prima definire i bisogni e le caratteristiche dei luoghi, lasciando ai progettisti la ricerca della risposta più adeguata. Piazza del Sole, Piazza Buffi, il Teatro Sociale, il Parco Urbano e Castelgrande presentano infatti caratteristiche molto diverse e non necessariamente richiedono la stessa soluzione.

L’interrogazione evidenzia anche che, delle 13 realtà territoriali che compongono Bellinzona, sono stati considerati esclusivamente spazi del quartiere della Città (Territori Festival, Babel, Blues, PerBacco, Castels&Go, Beatles Days e Sconfinare). Perché non sono state analizzate le esigenze degli altri quartieri? E come sono state considerate le particolarità del centro storico e del patrimonio Unesco?

Un ulteriore interrogativo riguarda il coinvolgimento degli organizzatori degli eventi. Conoscere le dimensioni delle tende utilizzate oggi non basta: servono valutazioni su palco, pubblico, impianti, sicurezza, accessi, montaggio, trasporto e adattabilità. Prima di investire 600'000 franchi, sostiene l’interrogante, sarebbe fondamentale conoscere direttamente le esigenze di chi utilizza questi spazi.

Infine, il bando prevede montaggio e smontaggio con “persone non specializzate”. Chi sarà responsabile della posa, degli ancoraggi e della sicurezza? E quanto costerà realmente la struttura nel corso degli anni, considerando personale, mezzi, trasporto, deposito, manutenzione e controlli?

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali