Dal vicinato nessuna opposizione alla domanda di costruzione presentata dal Cantone a posteriori; apertura imminente, previste fino a 88 persone

Strada spianata al Seghezzone di Giubiasco per i box ritirati a prezzo di favore dal Canton Lucerna e posati in fretta e furia dal Cantone con l’obiettivo di ospitare a partire da questa estate, e per la durata di tre/quattro anni, fino a 88 migranti togliendoli progressivamente dagli attuali alloggi presenti in centro paese e al Leon d’Or di Bellinzona. Da nostre verifiche risulta infatti che non sono state inoltrate opposizioni contro la domanda di costruzione pubblicata a posteriori dal Dipartimento del territorio. Ciò che dovrebbe indurre il Municipio di Bellinzona a rilasciare prossimamente la licenza edilizia.
L’arrivo dei nuovi prefabbricati – o meglio della ‘struttura temporanea di accoglienza’ stando alla terminologia ufficiale – mira fra le altre cose a ridurre i costi di uno/due milioni a carico del Cantone, avevano spiegato in febbraio i consiglieri di Stato Raffaele De Rosa e Claudio Zali. Un risparmio finora però solo annunciato e non dettagliato, visto che è ancora inevasa l’interrogazione dell’Udc incentrata su procedura e impegno finanziario. La procedura, ricordiamo, era iniziata con lo stop municipale al cantiere poiché i lavori erano partiti, in febbraio, senza preliminarmente coinvolgere la popolazione in un incontro pubblico, condizione questa posta dal Municipio al Cantone.
Il 10 marzo alla presenza di circa duecento persone i residenti della zona (le abitazioni più vicine distano un centinaio di metri) avevano quindi potuto interpellare le autorità e ascoltare le spiegazioni. Fra i temi sollevati la tipologia degli ospiti (non si vorrebbero persone problematiche) e il servizio di sicurezza. Nel primo caso, questa la risposta, la scelta compete alla Confederazione; e per quanto riguarda il dispositivo non sono previste recinzioni, ma comunque un presidio H24 anche per garantire la sicurezza degli ospiti stessi. Il confronto quella sera dev'essere stato chiarificatore, visto che poi non sono state inoltrate opposizioni.
Dal canto suo il comitato dell’Associazione di quartiere di Giubiasco ha dichiarato di non aver obiezioni riguardo alla nuova struttura provvisoria, a patto che si chiudano gli alloggi in via Stazione (centro paese) e che la tipologia di ospiti rimanga la stessa, ossia famiglie e persone sole. Dal profilo logistico i tre o quattro anni di permanenza previsti sul sedime del Seghezzone, di proprietà del Consorzio correzione fiume Ticino, con diritto di superficie a favore del Cantone, permetteranno allo stesso d’individuare una soluzione definitiva, nel Bellinzonese o altrove, la cui ricerca è in corso.