Lia Sansossio e Maura Mossi Nembrini (Avanti con Ticino&Lavoro/Più Donne/Noce) con un'interrogazione chiedono lumi al Municipio

Il ripristino del piccolo ponte tibetano Mondèll-Bolle a Carasso è “impellente”. Con un’interrogazione Lia Sansossio e Maura Mossi Nembrini (del gruppo Avanti con Ticino&Lavoro/Più Donne/Noce) chiedono quindi al Municipio di Bellinzona quando prevede di sistemare l'infrastruttura che si trova lungo un percorso ufficiale della rete sentieristica locale, “molto frequentato sia dai residenti sia dai turisti per passeggiate ed escursioni”. Infatti “la chiusura del passaggio comporta notevoli disagi per gli utenti del sentiero, limita la fruibilità di un importante collegamento pedonale e riduce l'attrattiva ricreativa e turistica della zona”, si legge nel testo. “Inoltre, il protrarsi della situazione rischia di compromettere ulteriormente la sicurezza e la valorizzazione del territorio”.
Le due consigliere comunali chiedono quindi all'esecutivo “quali sono le cause che hanno portato al cedimento del ponte” che dallo scorso 18 marzo non è più transitabile, chi ha svolto “negli anni i necessari controlli”, se ha “già effettuato e/o ha già richiesto una valutazione della situazione per gli interventi di ripristino” e se ha “definito un calendario per la progettazione e l'esecuzione dei lavori di sistemazione”. Sansossio e Mossi Nembrini chiedono anche di indicare chi è responsabile per l'infrastruttura: Ticino Sentieri, Ente Carasc, Patriziato di Carasso od Organizzazione turistica regionale?