Prendendo spunto dai fatti di Giubiasco, il deputato democentrista decreta il fallimento del sistema Schengen/Dublino

Alessandro Speziali per il Partito liberale e Alain Bühler per l’Udc hanno preso spunto dal recente atto di violenza di Giubiasco, quando un richiedente l'asilo guineano nella notte tra il 18 e il 19 maggio aveva aggredito con una bottiglia un uomo, procurandogli ferite tali da richiedere il ricovero all’ospedale di Bellinzona, per presentare un’interpellanza e un’interrogazione al Consiglio di Stato. In entrambi i casi, l’accento viene posto su un’evidente carenza di sicurezza, percepita in maniera frustrante da parte della popolazione.
Il presidente del Plrt ticinese chiede all’esecutivo cantonale se esiste una lista di persone note per episodi ripetuti di violenza (l’aggressore di Giubiasco era recidivo) e se è possibile distinguere tra persone residenti, persone senza permesso, richiedenti asilo o in attesa di allontanamento. Speziali si interroga pure sugli strumenti a disposizione per impedire la reiterazione di episodi violenti da parte di persone già note all’autorità e si chiede se questi siano sufficienti. Per quanto riguarda i casi che coinvolgono stranieri, Speziali interroga il CdS sugli strumenti “per sollecitare, accelerare o eseguire l’allontanamento”, chiedendo inoltre quali sono i maggiori ostacoli: “Diritto federale, prassi federale, collaborazione con Paesi d’origine, mancanza di posti, decisioni giudiziarie, limiti amministrativi?”. Altri interrogativi posti all’Esecutivo spaziano dalla possibilità di “un’applicazione più sistematica della carcerazione amministrativa in vista dell’allontanamento, al grado di collaborazione tra i vari enti coinvolti (polizia, Ministero pubblico, autorità migratorie, servizi sociali, strutture di accoglienza…)”, dalla possibilità di introdurre correttivi legislativi o organizzativi utili a gestire meglio i soggetti recidivi, alle misure immediate che il Cds potrebbe adottare “per rassicurare la popolazione dei quartieri coinvolti da episodi ripetuti di violenza”.
Sulla stessa lunghezza d’onda l’interrogazione presentata da Alain Bühler, il quale prende spunto dai fatti di Giubiasco per decretare il “fallimento evidente del sistema Schenghen/Dublino, che avrebbe dovuto impedire alla Svizzera di diventare una porta d’entrata supplementare per l’asilo in Europa”. Secondo il deputato democentrista, “la popolazione è stanca di subire le conseguenze di una politica d’asilo inefficace e troppo permissiva. Schengen/Dublino viene venduto da anni come garanzia di sicurezza e controllo. La realtà dimostra il contrario: le domande d’asilo continuano ad arrivare, i trasferimenti sono insufficienti e i cittadini devono convivere con i problemi”.
Sulla base di queste considerazioni, Bühler chiede al Consiglio di Stato “quanti richiedenti l’asilo sono stati denunciati o condannati in Ticino negli ultimi cinque anni”, quanti di loro sono stati effettivamente allontanati dalla Svizzera, quante procedure Dublino sono state avviate in Ticino negli ultimi cinque anni e quante hanno portato a un trasferimento effettivo, e infine se il CdS “intende finalmente chiedere alla Confederazione misure più dure: controlli sistematici, espulsioni rapide e conseguenze immediate per i richiedenti l’asilo che delinquono”.