Bellinzonese

Centro Sci Nordico di Campra, tra sorrisi e perplessità

Azionisti in assemblea. Nel 2025 è aumentato il fatturato, ma la sostenibilità economica rimane insoddisfacente e comporterà ulteriori interventi radicali

La struttura è attrattiva soprattutto nei mesi invernali
( Ti-Press)
11 giugno 2026
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Il Centro Sci Nordico di Campra ha chiuso il 2025 con il sorriso sulle labbra grazie a un sensibile miglioramento dei risultati rispetto agli anni precedenti e con un fatturato in crescita, nonostante un livello di sostenibilità economica non ancora soddisfacente e per raggiungere il quale saranno necessari ulteriori interventi radicali. È quanto scaturito dai lavori dell’assemblea degli azionisti svoltasi in serata.

Per quanto riguarda le note positive, la relazione del presidente Fabio Käppeli, fa stato di un aumento del fatturato che ha raggiunto, nel primo anno intero di attività sotto la responsabilità del nuovo Consiglio d’amministrazione e della nuova gestione affidata a Tvl Hotel Management, 1,252 milioni di franchi, in crescita rispetto all’1,095 milioni del 2024. Risultati ottenuti grazie a una gestione professionalizzata e ai buoni riscontri garantiti sia dal settore alberghiero, sia da quello della ristorazione, confermati non soltanto da un test su una singola stagione, bensì da un ciclo gestionale completo che ha permesso di ricavare un’idea precisa di quelli che sono i punti di forza e gli aspetti da migliorare della struttura Campra Alpine Lodge & Spa e della destinazione Campra in generale. Cifre alla mano, a fronte del buon fatturato raggiunto, vi sono stati costi di 694’465 franchi per il personale e 560’999 franchi di costi d’esercizio, per un Ebitda (in pratica il margine operativo lordo) di -32’963 contro i -115’119 del 2024.

Da un lato i punti di forza sono noti e vanno dal contesto alpino al paesaggio incontaminato, dalla possibilità di svago e di pratica sportiva al relax per tutte le generazioni, fino alla struttura moderna dotata di camere, ristorazione e locali tecnici per gli sport; dall’altro, alcuni aspetti penalizzanti sono scaturiti in tutta la loro complessità soltanto con l’inizio della gestione operativa. Nella sua relazione, Fabio Käppeli ne ha elencati una serie: il principale è rappresentato dal numero insufficiente di camere (16) “concepite soprattutto in funzione degli sport invernali (lo sci di fondo), con un focus particolare sui gruppi giovanili”. Tra l’altro, delle 16 camere ben 9 sono arredate con 5/7 letti, una situazione “più da ostello che la lodge”. Tra gli altri punti deboli, la struttura per la ristorazione con due cucine, una delle quali a disposizione di gruppi autonomi e che dunque non fanno capo ai servizi del Lodge; il concetto di apertura sette giorni su sette durante tutto l’anno, con alcune settimane di scarsa affluenza nelle quali l’incasso non riesce a coprire i costi di gestione; gli spazi comuni a disposizione gratuitamente (4 spogliatoi con docce, palestra); una “piattaforma” generale incompleta sulla quale si è intervenuti per cercare di renderla più decorosa. Tutti elementi che possono essere riassunti in "un approccio generale caratterizzato dal desiderio di soddisfare diversi ‘portatori di interesse’, anche in conflitto tra loro, perdendo di vista l’obiettivo di essere attrattivi come destinazione, di voler ambire all’autosostenibilità e alla necessità, dunque, di prioritizzare gli interventi in funzione di chiari obiettivi economici (più che di soddisfacimento di obiettivi genericamente sociali, sportivi, ideali)”.

Un insieme di criticità alla base di una gestione complessa e in alcuni momenti (in particolare da aprile a novembre) antieconomica, difficilmente sostenibile a medio termine. A meno, come precisa Käppeli, “di voler considerare Campra (ma non è l’opinione del Consiglio di amministrazione o, comunque, sarebbe semmai un ‘piano B’) un servizio pubblico da sostenere con regolari contributi della collettività per coprire i deficit strutturali insiti nell’impostazione data al progetto sin dalla sua nascita”.

Il Consiglio d’amministrazione si è dunque mosso per cercare di ovviare alle criticità emerse e lo ha fatto in primo luogo massimizzando l’efficienza organizzativa, rilanciando il marketing su tutti i canali disponibili e migliorando l’offerta: strategia alla base dell’aumento del fatturato del 25% rispetto agli esercizi precedenti. Una migliore gestione degli orari d’apertura, una clientela che si è abituata a prenotare pranzi e cene e una revisione di prezzi fuori mercato hanno contribuito a migliorare la situazione.

Per il futuro, è previsto un aumento delle camere, in particolare con la ristrutturazione della vecchia palestra, e un abbellimento del parco davanti al Lodge, soluzioni che dovrebbero garantire una maggiore attrattiva per la clientela e un miglioramento nella sostenibilità gestionale del Centro.

Campra, dunque, rimane una destinazione con molte frecce al suo arco e che la nuova gestione sta conducendo fuori dalle acque turbolente degli ultimi anni. Rimangono tuttavia criticità che andranno affrontate nel corso dei prossimi mesi/anni per garantire la sostenibilità economica del Centro.

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