Bellinzonese

‘Estendere il perimetro Unesco ai Fortini della fame’

Interpellanza Plr/Centro sollecita il Municipio di Bellinzona dopo gli auspici e i timori espressi dallo storico Marino Viganò

Uno dei manufatti ottocenteschi di Camorino
(Ti-Press)
20 aprile 2026
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Si attiva la politica turrita dopo la conferenza pubblica tenuta settimana scorsa a Bellinzona dallo storico Marino Viganò, invitato dalle associazioni ‘Cristiano Castelletti’ e ‘Fortini di Camorino’ a mettere in luce il valore delle opere difensive della linea Dufour costruite a metà ’800 per difendere Bellinzona e la Svizzera da un eventuale attacco austroungarico da sud. In un'interpellanza Andrea Cereda, capogruppo Plr in Consiglio comunale, affiancato da altri nove colleghi liberali-radicali e del Centro, sollecita il Municipio affinché si estenda il perimetro Unesco ai Fortini della fame e opere annesse di Camorino, Sementina e Monte Carasso. Strutture – ha sottolineato Viganò anche da noi intervistato – che non rientrano nel patrimonio Unesco della Fortezza pur essendone, sin dal 1999, elementi costitutivi. Un paradosso.

Visione evoluta

Il messaggio municipale relativo alla valorizzazione della Fortezza di Bellinzona, votato a metà marzo e sottoposto a referendum su temi di dettaglio, “introduce una visione evoluta del patrimonio Unesco, inteso non più come semplice insieme di manufatti, bensì quale sistema territoriale integrato, storico e funzionale”, premettono i consiglieri. Nonostante si tratti di opere realizzate in epoche storiche differenti (il sistema medievale dei castelli visconteo-sforzeschi e la linea difensiva ottocentesca del generale Dufour), “entrambe condividono una medesima logica strategica di fondo: il controllo e la protezione delle principali vie di transito delle genti e delle merci lungo l’asse della valle del Ticino, corridoio naturale di collegamento tra Nord e Sud delle Alpi”. In tale contesto, prosegue l'interpellanza, anche il rapporto della Commissione della gestione “evidenzia come la funzione difensiva della Città si estenda oltre il perimetro medievale attualmente riconosciuto dall’Unesco, includendo elementi successivi quali la Linea difensiva Dufour”. Alla luce di questa impostazione “che riconosce una continuità storica, geografica e simbolica del sistema fortificato sul territorio comunale, appare opportuno interrogarsi sulle prospettive future di valorizzazione e riconoscimento di tali elementi”.

Recuperare le strutture degradate?

Considerato che parte dei manufatti è già oggetto di interventi di recupero e valorizzazione, in particolare a Camorino; che altri elementi versano invece in stato di abbandono o degrado, compromettendo la leggibilità complessiva del sistema difensivo; che l’integrazione in una narrazione unitaria rappresenterebbe un rafforzamento significativo del posizionamento culturale e turistico della Fortezza; i dieci consiglieri chiedono se il Municipio intenda, nel medio-lungo termine, valutare una richiesta formale all’Unesco per estendere il riconoscimento del sito ‘Tre castelli, murata e cinta muraria del borgo di Bellinzona’ anche alla Linea Dufour e ai relativi manufatti Fortini della fame e murata; se in alternativa o in parallelo sia prevista una strategia ufficiale di valorizzazione integrata di questi elementi all’interno del progetto Fortezza, anche senza modifica formale del perimetro Unesco; se il Municipio abbia già avviato contatti preliminari con il Cantone e con le autorità competenti in ambito Unesco (Ufficio dei beni culturali / Ufficio federale della cultura) per valutare la fattibilità tecnica e procedurale di un’eventuale estensione del perimetro; quali sono le tempistiche e le priorità operative per il recupero e la valorizzazione dei manufatti oggi in stato di degrado, in particolare sul versante di Sementina; e in definitiva se il Municipio ritenga che un’estensione – anche solo concettuale – del sistema fortificato possa rafforzare il ruolo della Fortezza quale polo culturale e turistico di rilevanza nazionale e internazionale.

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