Lo afferma il Consiglio di Stato rispondendo a un’interrogazione di Claudio Isabella (Centro) che era preoccupato per vari incidenti avvenuti negli anni

La sicurezza dello svincolo autostradale di Biasca “è garantita”. Di conseguenza “non risultano necessarie da parte di Ustra ulteriori misure tecniche particolari”. Lo afferma il Consiglio di Stato rispondendo a un’interrogazione presentata da Claudio Isabella (Centro) e cofirmatari, preoccupati per i vari incidenti della circolazione avvenuti negli anni. A questo proposito chiedevano proprio quanti ne siano capitati negli ultimi 10 anni. Stando al governo cantonale, tra il 2016 e il 2025 se ne sono verificati 26, “per lo più di lieve entità. Circa il 65% degli incidenti era legato a manovre di svolta a sinistra e immissioni nelle intersezioni”. Per quanto riguarda le cause principali, esse “sono da ricondurre all’errato comportamento umano (in particolare mancata precedenza, errori di valutazione e distanza insufficiente)”. Il Consiglio di Stato precisa poi che “le condizioni ambientali erano generalmente buone e l’infrastruttura non presentava particolari criticità”.
Non da ultimo “gli incidenti sono avvenuti in gran parte durante le ore diurne e pertanto gli stessi non si possono attribuire alla mancanza di illuminazione” che dunque non va potenziata. Isabella, infatti, nell'interrogazione faceva notare che negli ultimi anni sono stati spenti i lampioni lungo tutto lo svincolo autostradale, riducendo di conseguenza la visibilità. Ribadendo che “la sicurezza del traffico resta garantita”, il governo spiega che “la decisione di dismettere l’illuminazione notturna presso lo svincolo di Biasca è stata presa nel 2019 nell’ambito di un progetto che Ustra ha avviato a livello nazionale nel 2008”. Un progetto che ha quali scopi il “risparmio energetico” e la “riduzione dell’inquinamento luminoso, nocivo per la salute degli uomini e degli animali”.