Il movimento sostiene il referendum del Noce contro la decisione del Consiglio comunale con la quale è stato approvato lo stanziamento di 18 milioni

Dopo Avanti con Ticino&Lavoro e Partito comunista, anche HelvEthica ha deciso di sostenere il referendum promosso dal Noce contro la risoluzione del Consiglio comunale di Bellinzona dello scorso 9-10 marzo, riguardante la richiesta di credito d'opera e di progettazione per la valorizzazione della Fortezza di Belinzona. “HelvEthica Ticino denuncia con fermezza la sostituzione della denominazione ‘castelli di Bellinzona’ con ‘fortezza di Bellinzona’ – si legge nel comunicato –, ritenendola una scelta ingiustificata che altera un riferimento storico e identitario profondamente radicato”. Secondo il movimento, non si tratta di un mero restyling a livello di denominazione, bensì un cambiamento “che incide sul legame tra la popolazione e il proprio patrimonio culturale”.
Criticata anche la scelta di affidare la gestione a un'apposita fondazione: “Un bene di tale importanza patrimoniale dev’essere gestito dal Comune, come lo è ora, affinché la popolazione abbia il diritto di parola in merito. Non può pertanto essere dato in gestione a un’associazione privata, che ne decide il funzionamento e anche un prezzo d’ingresso. Da sempre i castelli sono fruibili liberamente alla popolazione e ai visitatori: essi sono patrimonio dei cittadini prima che dell’Unesco”.
HelvEthica ritiene dunque che debba essere la cittadinanza a esprimersi direttamente su un tema così sentito. Di conseguenza, appoggia la raccolta firme voluta dal Noce, invitando la popolazione a firmare entro la data limite dell'11 maggio.