Svizzera

TPF: processo Sonko, ‘anche gli stupri siano inclusi fra i crimini’

1 aprile 2026
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Al secondo giorno del processo d'appello davanti al Tribunale penale federale (TPF) a Bellinzona contro l'ex ministro dell'interno gambiano Ousman Sonko le avvocate di due parti civili hanno chiesto con forza che gli stupri contestati all'imputato vengano inclusi nel capo d'accusa di crimini contro l'umanità.

In prima istanza la Corte penale (dello stesso TPF) aveva invece escluso queste imputazioni, ritenendo che non soddisfacessero i requisiti per essere perseguite in Svizzera. Secondo i giudici le violenze sessuali attribuite a Sonko non costituivano infatti un attacco sistematico contro la popolazione civile, né avevano carattere politico. Di conseguenza non rientravano nella fattispecie che punisce i crimini contro l'umanità: la Svizzera non poteva perciò esercitare la giurisdizione universale su quei punti specifici.

Le due donne che hanno denunciato gli abusi raccontano vicende di enorme sofferenza. Secondo l'atto d'accusa, la prima avrebbe subito un calvario durato due anni, tra il 2000 e il 2002: il marito sarebbe stato ucciso in un'imboscata e in seguito Sonko l'avrebbe ripetutamente violentata a casa sua, più volte alla settimana. La seconda vittima, invece, sarebbe stata violentata da un membro di una milizia paramilitare dopo il tentativo di colpo di stato del 2006.

Sia le legali delle due vittime, sia il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) hanno presentato ricorso contro la decisione di archiviare i fatti relativi alle violenze sessuali. Davanti alla Corte d'appello del TPF hanno sostenuto che gli stupri rientrano a pieno titolo negli atti di tortura e avrebbero dovuto essere considerati anch'essi come un attacco sistematico contro la popolazione civile. Non si tratterebbe di casi isolati, hanno argomentato la competente procuratrice federale e le rappresentanti delle parti civili. Al contrario, le violenze sessuali contro le donne facevano parte integrante del sistema repressivo instaurato dall'ex presidente Yahya Jammeh, del quale Sonko era uno dei bracci esecutivi.

Ousman Sonko, oggi 57enne, era stato condannato in primo grado nel maggio 2024 a 20 anni di reclusione per crimini contro l'umanità. Da allora l'ex ministro è rimasto in prigione in attesa del processo d'appello, avendo i giudici respinto le sue richieste di scarcerazione adducendo il pericolo di fuga. Sonko è dietro le sbarre sin dal suo arresto, avvenuto all'inizio del 2017, in un centro per richiedenti l'asilo a Berna. Dopo essere stato destituito nel settembre 2016 dal presidente Jammeh, Sonko si era infatti rifugiato in Svizzera, dove aveva presentato una domanda di accoglienza. L'attuale processo d'appello dovrebbe proseguire fino a metà aprile.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni