La direzione del Liceo di Bellinzona ne ha discusso col Decs e ha ritenuto inopportuno cancellare l’evento pensato nell’ambito delle Giornate autogestite

Sarà regolarmente proiettato oggi alle 10.30 al Liceo di Bellinzona, in occasione delle Giornate culturali autogestite, il film-documentario ‘Maidan, la strada verso la guerra’, prodotto nell’ambito del circuito mediatico di Russia Today. L’iniziativa di alcuni allievi, contestata da una parte della sinistra filo Ucraina, ma non dal Partico comunista e dal Sindacato degli studenti e degli apprendisti, è stata valutata ieri dalla direzione della sede insieme al Decs. Dipartimento che ha lasciato la competenza alla direzione di gestire la delicata questione con modalità equilibrate. Perciò – spiega alla ‘Regione’ il direttore Nicola Pinchetti – introdurrà lui stesso la proiezione, affiancato da docenti di storia e geografia che pure avranno l’opportunità di portare le loro opinione e conoscenze, insieme al relatore invitato da alcuni liceali, lo storico Davide Rossi presidente dell’associazione ‘Giù le mani dalla Cina’ e del centro studi Anna Seghers di Milano. «Così facendo siamo certi di poter offrire una lettura equilibrata del filmato e dei fatti che tocca – spiega il direttore – in linea col nostro mandato».
Secondo il Movimento per il socialismo, insorto ieri contro la proiezione ‘unilaterale’, Russia Today è un organo mediatico “strettamente legato al governo della Federazione russa e più volte oggetto di critiche e restrizioni in diversi paesi europei proprio per il suo ruolo nella diffusione di contenuti di carattere propagandistico. Il documentario in questione propone una lettura degli eventi che hanno condotto alla guerra in Ucraina fortemente controversa e ampiamente contestata da gran parte della comunità accademica e giornalistica internazionale: in particolare attribuisce al popolo ucraino e alle proteste di Maidan la responsabilità principale degli sviluppi che avrebbero portato alla cosiddetta ‘operazione speciale’ del febbraio 2022”.
Sempre ieri il Partito comunista in un comunicato indicava che “individui intolleranti sostenuti dall’ambasciata ucraina a Berna stanno tentando in queste ore di far annullare la proiezione. Il film in questione, già ingiustamente censurato dal Municipio di Muralto a seguito di analoghe pressioni esterne, è una pellicola utile per comprendere il contesto storico, a partire dal golpe del 2014, dal quale è poi purtroppo scaturita la guerra. Che un governo straniero e una comunità immigrata interferiscano apertamente nello stabilire cosa sia lecito o meno discutere nella scuola pubblica ticinese è semplicemente inaccettabile: si tratta di un grave affronto alla libertà di insegnamento e di apprendimento che, a nostra memoria, mai era accaduto prima d’ora nella ormai trentennale storia delle Giornate culturali autogestite”.