Interpellanza di Martino Colombo e Matteo Pronzini (Mps) in merito alle dichiarazioni del presidente del Rabadan, Giovanni Capoferri

Esiste un modus operandi che può essere configurato come un’azione di profilazione, potenzialmente arbitraria e discriminatoria, basata unicamente su tipo di abbigliamento e percezioni? Se lo chiedono, in un'interpellanza al Municipio di Bellinzona, i consiglieri comunali dell'Mps Martino Colombo e Matteo Pronzini. Lo spunto è dato dalle dichiarazioni rilasciate a laRegione dal presidente della società Rabadan, Giovanni Capoferri, lo scorso 19 febbraio, secondo il quale “il servizio d'ordine era ‘preparato a intercettare determinati elementi’, identificati come ‘maranza’, riconoscibili da una specifica tenuta (vestiti scuri, giubbotto, cappuccio, passamontagna)”. L'interpellanza ricorda inoltre come “circa duecento di queste persone sono state accompagnate ed espulse dall’area del Carnevale, non per il loro abbigliamento in sé, ma perché sprovviste di biglietto”. Secondo l'Mps, la logica è chiara: a prescindere da comportamenti illeciti, un gruppo di persone viene identificato per il suo aspetto esteriore e soltanto in un secondo tempo si procede a verificare la regolarità del titolo d'accesso.
Ed è strumentale anche la giustificazione per l'espulsione di queste persone, in quanto è noto a tutti come in molti, al momento della chiusura degli accessi al perimetro del Carnevale, si trovino già all'interno e non paghino, di conseguenza, il biglietto d'entrata. “La mancanza del biglietto è diventata il pretesto per allontanare persone prese di mira unicamente per il loro aspetto, secondo criteri non trasparenti e consolidati”.
Di conseguenza, Colombo e Pronzini formulano una lunga serie di domande al Municipio cittadino: 1. Il Municipio è in grado di indicare su quali criteri oggettivi e verificabili la società Rabadan ha deciso di identificare e controllare sistematicamente persone vestite in un determinato modo? Questa categorizzazione è stata preventivamente discussa e approvata? 2. Le affermazioni del presidente Capoferri circa una "problematicità di fondo" associata a queste persone e l'idea che il loro allontanamento abbia "ridotto il rischio di pestaggi e risse" sono supportate da dati statistici concreti? 3. Oppure, considerato che il numero di diffide risulta stabile negli anni, se non in diminuzione, come si giustifica l'adozione di misure di profilazione così mirate? Non si tratta piuttosto di un'opinione personale, non corroborata da elementi oggettivi? 4. Il Municipio come valuta questa palese azione di profilazione? Ne era a conoscenza? È prassi che gli organizzatori di eventi che si svolgono sul territorio cittadino prendano di mira persone in base al loro abbigliamento? 5. Quale specifica base legale comunale, cantonale o federale, o disposizione del Regolamento di Sicurezza autorizza un servizio d'ordine privato a fermare e controllare individui unicamente per il loro aspetto esteriore? 6. Il Municipio non ritiene che tale procedura applicata durante il Carnevale (evento per definizione legato al travestimento), costituisca una pratica discriminatoria, in violazione dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione federale? 7. Dato che molte persone si trovano già nell'area della manifestazione prima del suo inizio ufficiale, il Municipio non ritiene che l'applicazione selettiva della regola sul "titolo di accesso valido" solo a persone profilate rappresenti un'ulteriore prova del carattere discriminatorio e pretestuoso di tali controlli? 8. Il Municipio intende intervenire presso la società Rabadan per chiedere una revisione del suo Regolamento di Sicurezza? 9. Quali misure intende adottare il Municipio per garantire che in futuro l'ordine pubblico durante le manifestazioni sia gestito nel pieno rispetto dei diritti fondamentali di tutti? 10. Con riferimento al Regolamento di Sicurezza, può il Municipio chiarire: in base a quali criteri oggettivi una persona può essere definita "indesiderata" e le si può quindi vietare l’accesso rispettivamente può essere espulsa dalla manifestazione, e da chi viene presa tale decisione? Esiste un quadro normativo che regola la collaborazione tra il servizio d'ordine privato e la Polizia (cantonale e/o comunale) per l'identificazione di persone "conosciute per aver commesso reati gravi"? Chi segnala queste persone? In base a quali criteri? Come viene garantita la protezione dei dati personali in questo contesto?