Lo specialista di aviazione e divulgatore italo-ticinese è morto a Bellinzona all’età di 84 anni. La sua passione nata da bambino al Sanatorio di Medoscio

È morto all’età di 84 anni Andrea Artoni. Andreone per gli amici (era alto due metri) è stato un divulgatore ed esperto di aviazione. Dopo il pensionamento si era stabilito a Bellinzona. Per molti anni ha collaborato con vari media ticinesi e italiani e ha operato come specialista in comunicazione aziendale e networking con aziende industriali aerospaziali e servizi di navigazione aerea; inoltre è stato redattore e corrispondente internazionale per la principale rivista italiana di aerospazio ‘Volare’ fondata nel 1983 e chiusa nel 2013. In precedenza era stato ufficiale dell'Aeronautica italiana e controllore del traffico aereo. Riconosciuto per la sua competenza tecnica, ha scritto ed è stato spesso intervistato su temi di sicurezza aerea, come nel caso delle analisi sui bird-strike e del disastro di Ustica cui aveva dedicato una pagina su ‘laRegione’ pubblicata nel settembre 2023. Sempre aggiornato su tutte le novità, per ‘Ticino7’ aveva anche approfondito le ultime scoperte in materia di droni.
Nato e cresciuto a Faenza, in giovane età sviluppò la sua passione proprio in Ticino, sua terra d’adozione. «All’inizio degli anni 50 – ci aveva raccontato nel 2006 – fui uno dei tanti bambini colpiti da malattie polmonari e così, attraverso la Croce Rossa, finii al Sanatorio di Medoscio. Ed è proprio lì che presi il bacillo dell’aviazione, impressionato dagli aerei che decollavano dall’aeroporto di Magadino». Proprio a quel sanatorio dedicò nel 2017 un’iniziativa: ritrovare documenti e memorie riguardanti coloro che vi trascorsero periodi più o meno lunghi. «Nella mia vita giovanile – raccontava – vi sono tornato tante volte, a visitare “le mie suore”, e alcune le ho frequentate fin che sono vissute». La documentazione raccolta è stata destinata al Museo della memoria gestito dall’Atte a Bellinzona.
La sua passione per tutto ciò che si librava in cielo, lo portava a non disdegnare il ruolo di speaker in occasione di meeting aviatori. Come a Lodrino, nel 2006: «Sono la voce dei piloti e porto in aria lo spettatore, cercando di fargli capire quello che sta per succedere e soprattutto come, perché lassù nulla è magico».