Bellinzonese

Altolà di Bellinzona al Cantone: stoppato il cantiere abusivo

Prefabbricati per migranti, il Municipio ha intimato il blocco dei lavori e sollecitato l’inoltro di una regolare domanda di costruzione

Spento il motore alle ruspe
23 febbraio 2026
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Altolà turrito al Cantone. Il Municipio di Bellinzona non ha gradito la forzatura operata dal Dipartimento sanità e socialità, supportato da quello del territorio, sul sedime del Seghezzone a Giubiasco dove un paio di settimane fa erano cominciati i lavori di scavo per la posa di strutture prefabbricate da destinare ai migranti per una durata di tre anni. ‘Erano’, perché infatti nelle ultime ore, stando a nostre informazioni, l’Esecutivo cittadino ha emanato un ordine di sospensione lavori e impartito un termine per presentare regolare domanda di costruzione. Lo stop è stato deciso e comunicato dopo la segnalazione fatta dalla consigliera comunale e granconsigliera Maura Mossi Nembrini, che tramite due atti parlamentari chiede lumi sia al Municipio sia al Consiglio di Stato.

L’autorità cantonale, promotrice e unica responsabile del progetto, interpellata il 12 febbraio dalla ‘Regione’ aveva dichiarato di ritenere prematuro esprimersi nel merito del progetto e che una comunicazione pubblica “sarà fatta al momento opportuno”. Tutt’oggi non è chiaro se i richiedenti asilo alloggerebbero proprio al Seghezzone, oppure se Giubiasco faccia da ‘posteggio logistico provvisorio’ dei moduli prefabbricati in attesa che questi possano essere collocati in maniera più definitiva in un'altra località ticinese già prevista per questo scopo.

Sempre stando a quanto si era appreso, l’avvio dei lavori si basava su un decreto governativo. Modalità e assenza di trasparenza che la Città non ammette. Da qui l’ordine di sospensione dei lavori, affinché siano rispettate le procedure edilizie previste sul vasto terreno pianificato per accogliere strutture pubbliche. Tant’è che il Cantone stesso prevede di insediarvi un nuovo grande polo scolastico. Quando, non è dato sapere.

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